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Genitori separati, figli viziati

Mettere al mondo un figlio è facile, educarlo lo è meno. Farlo crescere secondo principi sani è dura. Genitori alla ghigliottina, colpevoli di non assolvere il loro ruolo. Risultato? Figli egocentrici, figli viziati e lo sono ancor più quando i genitori si separano. Come può il genitore assente assicurarsi l’affetto e l’amore dei propri figli? Acquistando regali, i regali che comprano l’amore.

Genitori separati, figli viziati
© Getty Images

Genitori separati – figli viziati

Il binomio genitori separati- figli viziati non nasce da un luogo comune, bensì da una realtà obiettiva confermata dai numerosi casi di cui parlano gli psicologi e cui sono dedicati tanti studi. L’errore alla base è commesso dai genitori che mal gestiscono la separazione ed è quasi sempre il figlio a pagarne le conseguenze. I genitori, occupati a definire la questione amorosa e a sbrigare le pratiche per l’affidamento e gli alimenti, dimenticano di concentrarsi sull’obiettivo più importante per ogni madre e padre: vivere serenamente lo sviluppo dei propri figli. Gli effetti negativi della separazione ricadono sul bambino che non solo vedrà venire meno le due figure di riferimento, ma si troverà a confrontarsi con forme diverse di dimostrazione d’amore.

Il senso di fallimento

Il senso di falli­mento provato dal genitore che ha deciso di mettere fine al rapporto, è un peso difficilmente sopportabile. Il genitore, infatti, si sente responsabile di aver causato problemi alle uniche persone che non ne avevano colpa. Non è facile essere genitore separati; bisognerà trovare un accordo con il vecchio partner, ma l’astio tra ex marito ed ex mo­glie, la contesa del figlio, l’assegno familiare, l’incapacità di un padre o di una madre di mettersi d’accordo tenendo conto delle volontà del figlio, trasformeranno il figlio in un oggetto da ottenere a tutti i costi.

Figlio o trofeo?

In seguito a un divorzio o a una separazione, i figli si trasformano in veri e propri trofei da conquistare. Il modo migliore, più facile e immediato per farlo è riempirli di regali. Il genitore che non vive la quotidianità in famiglia, infatti, deve manifestare la sua presenza e continuare a trasmettere sicurezza al proprio figlio; il più delle volte per accaparrarsene la fiducia, cercherà di esaudire tutti i suoi desideri, anche quelli più inutili.

Bisogni secondari

Al momento della separazione (1), qualora uno dei due coniugi non abbia adeguati redditi e la separazione non sia a lui addebitabile per colpa, il giudice può stabilire che l’altro coniuge corrisponda un assegno di mantenimento (art. 156, 1°co. c.c.). In genere l’assegno  di mantenimento deve soddisfare i bisogni primari dei figli, ma di questo il figlio purtroppo spesso non se ne rende conto. Inoltre, chi ha l’affidamento lamenta disagi nati in seguito alla separazione, facendo leva sulla questione economica. Così il genitore che lascia il nucleo familiare, oltre agli alimenti e all’eventuale mantenimento, è costretto a dimostrare l’amore che prova per i suoi figli ricorrendo a regali che soddisfano i bisogni secondari, come giochi, abiti, viaggi. In tal modo l’amore per il figlio finirà per avere un prezzo.

Il prezzo dell’amore

Il prezzo da pagare per strappare un sorriso al bimbo che vive solo con un genitore che il più delle volte prova rancore per l’ex, alimentando nel suo animo sensibile, sentimenti altalenanti e sbalzi di umore, è alto. Erroneamente si pensa che più il regalo sarà costoso, più il genitore darà prova di amare il figlio. In tal modo, al contrario, si entrerà in un circolo vizioso molto pericoloso; il figlio non avrà la concezione del valore di un oggetto, e alla lunga potrebbe considerare i regali come parte integrante delle mansioni dei genitori e non come una dimostrazione d’affetto.

Parola chiave: costanza

I genitori che si separano devono affrontare la situazione e avere un at­teggiamento maturo a riguardo. Bisognerà anzitutto trovare un accordo, mettendo da parte i sentimenti che in genere accompagnano la fine di una relazione e darsi ai figli, cercando di instaurare con loro un legame profondo, basato su stima e affetto e non su vizi o regali. Le figure materne e paterne devono essere punti di riferimento e non vanno associate ai regali. Non esiste una ricetta per que­sto tipo di situazioni, esiste però una virtù di cui un padre o una madre separati, specie se non con­vivono con il figlio, non devono fare a meno: la costanza. Essere costanti nel manifestare il loro amore, essere pazienti con i figli che, solo crescendo, impareranno ad accettare la situazione.

Amare, non viziare

I genitori che ricoprono i figli di regali pur di compensare la loro assenza fisica, vengono accusati di viziare i figli e di comprarne l’amore. Non solo, in genere pur di non discutere con loro, hanno un atteggiamento indulgente e giustificano gli errori che fanno. Sebbene sia molto complicato, i genitori dovrebbero invece imparare a gestire meglio il nuovo rapporto. Non basta offrire un regalo, magari costoso, per sentirsi bene e placare il senso di colpa che li attanaglia. Lo sbaglio da evitare è quello di viziare. Accontentare il figlio in ogni desiderio è la via più semplice per evitare questioni, ma alla lunga creerà problemi non solo agli altri, ma soprattutto al bimbo che non riuscirà a vivere bene in una società che non sempre dà quel che si vuole. Il problema di un bimbo viziato si paleserà nell’interazione col mondo esterno, quando dovrà confrontarsi con i primi rifiuti e non accetterà la nuova condizione di svantaggio, essendo abituato a essere soddisfatto in ogni bisogno, anche futile, a causa dell’ambiente familiare in cui ha vissuto.

Attenzione, i regali non sono da condannare. Riceverli è sempre bello. Il messaggio è semplice: non esagerare e non usare il regalo come mezzo per ricevere in cambio amore. L’amore non si compra, è un sentimento gratuito che va coltivato.

Fonti:

(1)   http://www.separazione-divorzio.com/mantenimento_alimenti.php

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18/07/2011

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