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Cenerentola e le violenze in famiglia

Ricordate la favola di Cenerentola e il suo rapporto con la matrigna cattiva? Avete presente i maltrattamenti e le cattiverie che la nostra eroina doveva subire anche dalle sue sorellastre? L’effetto Cenerentola prende il nome proprio da questo racconto, prendendo spunto dall’odio e dai comportamenti vessatori inflitti alla povera ragazza. Approfondisci questo fenomeno con Doctissimo.

L'effetto Cenerentola
© Getty Images

La matrigna cattiva vs. Cenerentola

L’effetto Cenerentola è un fenomeno recentemente studiato per capire quali sono i meccanismi psicologici e i rapporti che si instaurano tra i genitori acquisiti (che comunemente sono chiamati matrigna e patrigno) e i figli che vivono con loro (ad esempio nei casi in cui la propria madre si è risposata o il padre ha un’altra compagna). Negli anni, infatti, si è notato un aumento dei casi di abuso sessuale, violenza e omicidio nei confronti dei figli non propri ma con cui si condivide la casa e, perché no, il concetto di famiglia, in questo caso allargata.

Già negli anni Settanta, negli Stai Uniti, la metà degli infanticidi avveniva per mano di genitori acquisiti e col tempo, la percentuale di abusi (fisici, psicologici o sessuali) non è scesa. Si è notato, inoltre, che nei confronti di un figlio acquisito, la matrigna o il patrigno assumono un atteggiamento negativo in diversi ambiti della quotidianità: meno attenzione alla salute del piccolo, meno tempo dedicatogli per giocare, meno soldi investiti nell’educazione rispetto ai figli biologici.

Le cause dell’effetto Cenerentola

L’effetto Cenerentola viene spiegato applicando alcune teorie psico-evoluzioniste elaborate dagli studiosi Martin Daly e Margo Wilson, entrambi professori all’università di McMaster (Hamilton, Canada) e psicologi specializzati nel comportamento umano. Secondo loro, l’effetto Cenerentola è una diretta conseguenza della recente teoria evoluzionista del valore selettivo inclusivo, in questo caso riferito ai casi di investimento parentale. In parole semplici, quando un genitore spende tempo o denaro nella cura dei figli, questo comportamento fa parte di una logica evoluzionista che vede il riconoscimento della propria prole come portatrice dei propri geni, dando vita ad attenzioni e comportamenti che li favoriscono. Ma nel momento in cui il figlio è acquisito, e non possiede quindi lo stesso patrimonio genetico dei figli biologici, possono accadere due cose: da una parte, si possono scatenare situazioni spiacevoli che implicano abusi, maltrattamenti e violenze verso la prole non naturali, dall’altra i genitori si comportano come tali ignorando di non condividere lo stesso patrimonio genetico con i figli acquisiti. Ciò può accadere in ragione di una sorta di altruismo/egoismo, in quanto occuparsi di figli non propri mira a spingere un altro individuo a comportarsi nello stesso modo qualora si trovasse se nella stessa situazione.

La prima ipotesi spiega le conseguenze dell’effetto Cenerentola e le differenze di comportamento rispetto ai figli: queste sono molto più accentuate se tra la prole sono presenti sia eredi naturali che acquisiti. In questo caso, come osservato dai ricercatori, le discriminazioni sono molto più spiccate e le violenze più frequenti. Daly e Wilson concludono affermando che gli abusi sui minori sono nientedimeno che una risposta comportamentale influenzata dalla selezione naturale.

Cinderella effect: considerazioni

Secondo Daly, il rapporto che si crea tra un genitore e un figlio acquisito non sarà mai equivalente a quello esistente tra due consanguinei e consiglia di mettere in conto questo fattore prima di costruire una famiglia allargata. Lo psicologo continua facendo un’osservazione sul ruolo femminile all’interno di tali nuclei famigliari: molto spesso, le donne si illudono che il nuovo partner riuscirà a considerare i figli di precedenti relazioni come propri. Per entrambi gli studiosi, ciò non può accadere ed è bene accettare questo dato di fatto.

Detto ciò, e spiegato come possa accadere, bisogna sottolineare che l’effetto Cenerentola non è un fenomeno che si manifesta ogniqualvolta ci siano matrigne/patrigni e figli acquisti. Nella maggior parte dei casi, il rapporto che si instaura con il figlio della propria compagna o con la figlia del proprio partner è di natura affettiva, in ragione dell’accettazione sociale del concetto di famiglia allargata. Per fortuna, verrebbe da dire, considerato l’alto numero di separazioni e di nuclei famigliari ex novo che vengono a crearsi; la ricerca di Daly e Wilson è mirata a comprendere le motivazioni per cui si crea tale Cinderella Effect da loro descritto per trovare una risoluzione ad un problema che affligge la società.

Per l’evoluzione culturale della popolazione occidentale, in merito al nuovo concetto di famiglia, l’effetto Cenerentola sembra essere una variante impazzita che però è da mettere in conto se si vuole ritrovare un diverso asseto sociale “incollato” alla nuova epoca storica.

O semplicemente è l’ennesimo esempio di come i bambini paghino per le azioni dei grandi.

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06/06/2012

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