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Il mal di scuola

Spesso viene confuso con l'ansia da separazione ma, in realtà, esiste un vero e proprio mal di scuola che poco o niente ha a che vedere con l'altro disturbo. Questa 'malattia' si manifesta solitamente all'inizio di un nuovo ciclo scolastico (materna, elementare, medie) e colpisce il 5% dei bambini in età scolare.

Il mal di scuola
© Getty Images

I sintomi del mal di scuola

I sintomi del Mal di scuola sono molto simili a quelli dell'ansia da separazione ma si verificano soltanto in determinate circostanze quali la ripresa delle lezioni dopo le vacanze, l'inserimento in un nuovo gruppo classe, il cambiamento di uno o più insegnanti etc. Non lasciatevi ingannare delle tempistiche, spesso i bambini iniziano a manifestare disagio dopo le prime settimane di scuola, una volta esauritasi la fase della novità. Da uno studio effettuato recentemente dei pediatri italiani, è risultato che i sintomi principali lamentati dai bambini sono:

  • ansia e panico
  • agitazione, paura
  • pianto
  • disturbi del sonno (incubi e risvegli notturni frequenti)
  • enuresi notturna
  • dolori addominali
  • mal di testa e vertigini
  • nausea e vomito
  • dolori al torace e palpitazioni
  • diarrea
  • male alle ossa ed alle articolazioni

Quando preoccuparsi?

Superare insieme e nella maniera corretta questi momenti delicati è fondamentale per poi affrontare tutte le situazioni nuove che si presenteranno loro nella vita. Il timore per l'inizio di una nuova scuola è legittimo e necessario perché aiuterà il bambino a trovare in maniera autonoma nuove forme di adattamento e di socializzazione. A tutti noi è capitato di soffrire del mal di pancia da lunedì mattina, a volte ci succede anche da adulti in certe giornate lavorative. Ci sono però alcune situazioni d'allarme che devono essere monitorate perché potrebbero nascondere problemi più gravi.

In generale questi malesseri devono terminare entro i 10-12 anni di età, in caso contrario potreste essere di fronte ad un disturbo psicologico diverso. Solitamente il rifiuto della scuola avviene per non più di un mese e non comporta un rendimento molto scarso. Se i sintomi fisici si protraggono per più tempo e sono ricorrenti occorre chiedere aiuto al pediatra che saprà indirizzarvi verso lo specialista più indicato.

Consigli utili per mamma e papà

Per mostrare ai vostri figli che prendete in seria considerazione il loro malessere, portateli dal pediatra la mattina stessa in cui lamentano di non sentirsi bene. In questo modo scongiurerete voi stessi una reale presenza di malattia e mostrerete ai vostri figli che il loro benessere vi sta molto a cuore. E' importante non cedere mai alle loro pressioni, se il medico ha dato l'ok devono andare a scuola e non deve esistere alternativa. Chiedete un incontro con gli insegnanti per spiegare loro la situazione che vivete a casa perché a volte, una volta entrati in classe, i bambini tengono un comportamento normale che non lascia trasparire alcun problema.

Cercate di capire insieme a loro se esistano dei problemi di socializzazione o di bullismo ed in tal caso affrontateli nella maniera opportuna. Se la situazione a scuola si rivela invece tranquilla e serena parlate direttamente con i vostri figli chiedendo loro di condividere con voi paure e preoccupazioni per affrontarle insieme. Spingeteli a socializzare anche al di fuori della scuola tramite un corso sportivo o invitando a casa i compagni.

Prevenire il mal di scuola

E' possibile prevenire l'insorgenza di questo disturbo con pochi accorgimenti nel corso degli anni precedenti l'ingresso nella vita scolastica. Aiutate vostro figlio ad acquisire indipendenza fin da piccolo ed affidatelo, anche per poche ore alla settimana, alle cure di nonni o zii. Cercate e favorite le situazioni in cui possa interagire con altri bambini come la ludoteca o il parco. Stimolate spesso la sua voglia di imparare parlando della scuola come un luogo bellissimo in cui si possono apprendere tante cose interessanti e conoscere nuovi amici. Al momento dell'inizio della scuola, nido o materna che sia, aiutatelo nei primi giorni impiegando magari qualche settimana in più per un inserimento più graduale.

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05/07/2011

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