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I disturbi del linguaggio

Quando un bambino inizia a parlare, spesso i genitori temono che possa soffrire di un disturbo del linguaggio. E' una paura molto comune ma nella maggior parte dei casi immotivata, in quanto ogni bambino ha i suoi tempi di sviluppo. E' normale che un bambino di quasi due anni ancora non parli, a patto che dimostri di essere però in grado di comprendere perfettamente quello che gli viene detto o chiesto. Però, se un bambino di più di due anni ancora non emette alcuna parola, se dopo i tre non è in grado di mettere insieme semplici frasi, è opportuno rivolgersi ad uno specialista del settore.

I disturbi del linguaggio
© Getty Images

I principali disturbi del linguaggio

Problemi di udito

Spesso i bambini che faticano a pronunciare correttamente molte parole presentano leggeri o più importanti problemi di udito.

Se notate questa caratteristica in vostro figlio parlatene con il pediatra che effettuerà un piccolo test per verificare la capacità uditiva del bambino.

Se dovesse venir riscontrata una sordità, sarà necessaria una visita audiometrica ed un consulto con uno specialista.

Difetti di pronuncia

Il disturbo del linguaggio più diffuso è l'incapacità di pronunciare correttamente alcuni suoni come “r”, “s”, e “z”.

Nella maggioranza dei casi i bambini riescono a correggersi in maniera autonoma, ma potrebbe essere necessario avvalersi dell'aiuto di un logopedista in previsione dell'inizio della scuola elementare.

Incapacità di distinguere tra loro alcuni suoni

Quasi tutti i bambini faticano a distinguere tra loro le lettere con un suono simile (ad esempio “r” e “t”).

In questo caso il problema può protrarsi più a lungo, finché il bambino non avrà imparato a leggere e capirà da solo la differenza.

Questo disturbo può però essere indice di una possibile dislessia e deve essere monitorato ed eventualmente segnalato alle insegnanti della scuola materna ed elementare.

Balbuzie

La balbuzie è un disturbo molto comune che si manifesta con una incapacità più o meno marcata di pronunciare fluentemente parole e frasi.

La balbuzie non riguarda minimamente la capacità del bambino di comprendere il linguaggio: a livello mentale è perfettamente in grado di parlare correttamente ma si trova in difficoltà al momento della pronuncia.

La balbuzie può essere primaria, ovvero di tipo transitorio, se viene riscontrata nei primi tre anni di vita. In questo caso non sono necessarie cure  particolari perché il disturbo tende a risolversi in maniera autonoma.

Quando invece la balbuzie è di tipo secondario, e colpisce dopo i tre anni, occorre rivolgersi ad uno specialista.

La balbuzie ha origini psicologiche e non cognitive, le cause sono quasi sempre legate ad un difficile rapporto con i genitori o ad un avvenimento traumatico.

Anche per questo disturbo è possibile ricorrere al logopedista ed eliminarne ogni traccia seguendo un percorso di rieducazione lessicale.

Dislessia

La dislessia è il principale disturbo legato alla parte non verbale del linguaggio. Si tratta dell'incapacità di leggere le parole e viene spesso diagnosticata al momento dell'ingresso nel mondo scolastico.

Circa il 3% della popolazione italiana soffre di dislessia e, grazie a numerose campagne mediatiche, oggi non viene più trascurata o minimizzata come avveniva in passato.

La diagnosi definitiva avviene solitamente intorno ai 7-8 anni, in seguito al primo anno di scuola elementare.

Il Ministero dell'Istruzione, in collaborazione con quello della Salute, fornisce alle maestre di ogni scuola test specifici da far svolgere a tutti gli alunni per individuare i soggetti potenzialmente a rischio.

Le origini della dislessia sono genetiche, il disturbo è presente all'interno del cervello sin dalla nascita e spesso è di carattere ereditario.

E' importante riconoscere e trattare subito la dislessia, per evitare che subentri una pericolosa componente psicologica che porta il bambino a sentirsi diverso dagli altri e per questo inferiore.

Oggi un bambino dislessico ha gli stessi strumenti degli altri per poter portare avanti una normale vita scolastica. In più è stato recentemente dimostrato come la maggior parte dei bambini affetti da dislessia possegga anche una intelligenza superiore alla media.

La figura del logopedista

Il logopedista è l'unica figura in grado di curare tutti i disturbi del linguaggio. Pur trattandosi di un compito fondamentale, in Italia sono ancora pochi i logopedisti esercitanti rispetto al numero delle richieste.

Questo avviene perché non tutti gli atenei di medicina hanno il percorso di laurea in logopedia e la maggior parte di quelli presenti sono a numero chiuso.

Il logopedista non è necessariamente un laureato in medicina ma deve aver conseguito una laurea (3 o 5 anni) ed i successivi master di specializzazione.

E' anche obbligato a tenersi aggiornato frequentando corsi accreditati dal Ministero dell'Istruzione almeno una volta all'anno.

Esistono logopedisti che operano nelle strutture pubbliche ed altri che esercitano privatamente ed entrambe le soluzioni sono valide.

Ogni pediatra ha solitamente un pedagogista di fiducia a cui indirizza tutti i suoi pazienti che ne necessitano l'intervento.

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02/10/2012

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