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Il bambino bilingue: istruzioni per l’uso

I bambini bilingui suscitano spesso curiosità perché sembrano passare da una lingua all’altra senza difficoltà. Questo apprendimento, invece, non è così semplice per i genitori. Sebbene i benefici sul piano cognitivo siano reali, il bilinguismo può comportare anche disturbi identitari di cui bisogna tener conto. Barbara Abdelilah-Bauer, psicologa, sociologa e linguista, ci fornisce qualche spiegazione.

Il bambino bilingue
© Getty Images

Lina, 5 anni, ha la mamma irlandese e il papà francese. Alessandro, 6 anni, ha il papà italiano e la mamma francese. Oggi non è più tanto raro che un bambino abbia i genitori di due lingue madri diverse. Un contesto che favorirà l’acquisizione del linguaggio bilingue. Una vera fortuna in un’epoca in cui parlare più lingue è un vantaggio. Sin da quando il bambino è neonato alcune domande sorgono spontanee. In quale lingua è preferibile parlargli? Come regolarsi? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Coppia bilingue: in quale lingua parlare al bebè?

Appena nato, il bebè è immediatamente circondato dai suoni e dalle parole dei suoi genitori. Sin dalla nascita, il bambino è immerso nel linguaggio. E sin da allora può porsi il primo grande interrogativo: in quale lingua è più opportuno parlargli? “La cosa più semplice sarebbe che ognuno dei due genitori gli parlasse nella propria lingua madre”, risponde Barbara Abdelilah-Bauer, psicologa, soociologa, linguista e madre di tre bambini plurilingui. Piano piano, il piccolo imparerà intuitivamente a riconoscere le diverse parole e i suoni associati a uno stesso oggetto, come il biberon, per esempio. Li memorizzerà e in seguito si esprimerà con due termini: quello di papà e quello di mamma.

“Nello sviluppo del linguaggio non occorre ricercare la perfetta armonia”, raccomanda la nostra esperta. “Non esiste un bilinguismo equilibrato, spesso una lingua domina sull’altra”. Infatti, il bagaglio lessicale del bambino dipenderà dal tempo che ognuno dei genitori trascorrerà con lui. Dato che, la maggior parte delle volte, è la madre a occuparsi di lui, probabilmente avrà più dimestichezza e sarà incline a parlare la lingua della mamma.

Bambino bilingue: occorre privilegiare una lingua?

C’è sempre una certa pressione attorno al bilinguismo. Come se lo sviluppo del linguaggio fosse reso difficile dal duplice apprendimento linguistico. Non è così! “A un figlio non s’insegna il vocabolario o la grammatica, come farebbe un professore. In quanto genitore lo si "avvolge" di parole e di linguaggio”, sostiene Barbara Abdelilah-Bauer. Tocca a te scegliere la lingua.

L’importante è essere autentici e a proprio agio. La maggior parte delle volte, quindi, si sceglierà la propria lingua madre. Questo vale per l’inglese, naturalmente, che rappresenta oggi un grande vantaggio nella nostra società, ma anche per lo spagnolo, l’arabo, ecc. La linguista rassicura: “Non preoccuparti del suo livello di italiano, tutto ciò che lo circonda contribuirà a dargli la stessa dimestichezza dei suoi compagni di scuola”. Attenzione però a non proporgli un bilinguismo passivo. Quella di dare un’educazione bilingue a tuo figlio è una vera e propria scelta che spesso richiede qualche sforzo. Non è sistematico, naturalmente, ma il bambino può avere la tendenza a rifugiarsi in una comunicazione a volte ripetitiva e basica, quella della routine quotidiana. “Cerca di arricchire il vocabolario del tuo bambino, in modo che acquisisca un sufficiente numero di parole, leggigli libri, gioca con lui”, raccomanda l’esperta.

Qualche consiglio pratico

Tu e il tuo bambino

Tu sei inglese e tuo marito è italiano. Quando parli con il bambino, meglio limitarsi a una sola lingua. Quando sei sola con lui, inutile tradurgli tutto nelle due lingue. “Non sei un dizionario”, insiste la linguista.

In famiglia

Quando sei insieme a tuo marito, la cosa migliore è avere un programma preciso: quello di parlargli in inglese. Infatti, se utilizzi la tua lingua esclusivamente quando sei sola con lui, potrebbe pensare che si tratti di una lingua segreta, con meno valore dell’altra, che altre persone non accettano. In famiglia, ognuno parla la sua lingua con il bambino, e questo non deve essere un problema!

All’esterno

Quando sei con altre mamme o con amici, puoi privilegiare la lingua dell’ambiente circostante, se ti senti più a tuo agio così, ma non essere troppo rigida!

E il bambino?

Il bambino è libero di rispondere nella lingua che vuole. Non bisogna forzarlo. Fai attenzione che non diventi un conflitto né un elemento di ricatto!

Vantaggi cognitivi e innovativi

La ricerca sui cervelli bilingui è solo all’inizio. Tuttavia, secondo la psicologa Ellen Bialystok, “i bambini bilingui imparano a leggere un anno prima degli altri”. La cosa non sorprende certo!

“Passando da una lingua all’altra, per più volte al giorno, il bambino bilingue acquisisce molto presto una vera e propria flessibilità cognitiva”, spiega Barbara Abdelilah-Bauer. Del resto, questo doppio linguaggio aumenta la loro capacità di associazione e spesso sono più creativi. “Con loro, ci si può aspettare modi di pensare, di disegnare o di immaginare piuttosto originali e davvero sorprendenti!”.

Inconvenienti identitari

In compenso, però, il bilinguismo può talvolta comportare una certa confusione identitaria nel bambino. “Il linguaggio non è una semplice successione di parole, né una grammatica specifica, rinvia piuttosto a una cultura, a una comunità”, precisa Barbara Abdelilah-Bauer. Per alcuni bambini, il peso dello sguardo altrui tra gelosia e derisione è difficile da sopportare. “I bambini bilingui possono sentirsi diversi, nelle nostre rappresentazioni il monolinguismo resta la norma”, ricorda l’esperta.

Inoltre, la credenza secondo cui un bambino non può padroneggiare perfettamente due lingue resta forte. In caso di problemi scolastici, il bilinguismo può essere all’origine di una bassa valutazione da parte di un insegnante. Cosa fare? Naturalmente spetta ai genitori sostenerlo. “L’adulto deve potergli trasmettere la sua cultura come un valore aggiunto e insistere perché il bambino la usi”, afferma la psicologa e sociologa. Questo per evitare che il bambino inizi a pensare che parlare una sola lingua sia la cosa più semplice.

In un’epoca in cui le coppie miste e l’emigrazione sono in aumento, l’educazione bilingue sta conoscendo un vero e proprio boom. I benefici risultano essere superiori alle difficoltà e tocca ancora una volta ai genitori rimanere fedeli a questa scelta e condurre i loro figli verso una competenza bilingue duratura e appagante.

Catherine Maillard

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17/06/2015

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