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La relazione tra fratelli: istruzioni per l'uso

Spesso le coppie si chiedono quale debba essere il loro ruolo all'interno del rapporto tra i figli. I bambini sono in grado di adattarsi all'arrivo di un nuovo membro della famiglia, ma devono poterlo fare in un clima di armonia e serenità. La gelosia è sempre in agguato e deve essere mantenuta sotto controllo. Se nei primi mesi il ruolo del genitori è attivo, quando l'ultimo arrivato inizia a crescere sono gli stessi bambini ad interagire l'uno con l'altro e mamma e papà diventano semplici osservatori esterni, pronti ad intervenire in caso di necessità.

La relazione tra fratelli: istruzioni per l'uso
© Getty Images

Quanto conta la differenza di età tra fratelli?

Il ruolo dei genitori nel rapporto tra i fratelli è fortemente legato alla differenza di età presente tra i bambini. Scopriamo insieme quali sono le differenze sostanziali per ogni fascia di età.

I fratelli dai 12 ai 36 mesi di differenza

Secondo molti pedagogisti, quando i fratelli hanno pochi anni di differenza l'uno dall'altro, il rapporto tra loro è inizialmente più semplice. Un bambino piccolo infatti non è in grado di manifestare una accesa gelosia nei confronti di un eventuale fratello ed è più facile per i genitori riuscire a dare maggiori attenzioni al nuovo arrivato.

Quando i fratelli hanno una limitata differenza di età però a farne maggiormente le spese è la mamma, che deve occuparsi di due bambini piccoli contemporaneamente. In questa fase della crescita i bisogni dei neonati cambiano in fretta e, per quanto i figli possano essere vicini d'età, avranno sempre esigenze diverse. I problemi maggiori arrivano dopo qualche anno, quando ognuno dei bambini vorrà manifestare la propria identità. Giocare insieme sarà spesso fonte di litigio e discussione ed i genitori non devono obbligarli a farlo. Ogni figlio deve poter avere il proprio spazio, cercando l'altro solo quando ne ha voglia.

I fratelli dai 3 ai 6 anni di differenza

I fratelli con una differenza di età compresa tra i 3 ed i 6 anni devono essere aiutati dei genitori ad interagire tra di loro. Il maggiore sarà alle prese con l'inizio della vita scolastica ed inizierà a passare sempre più tempo fuori casa. La gelosia si scatena facilmente, sopratutto sapendo che il fratellino sarà a casa con la mamma tutto il giorno. E' fondamentale coinvolgere i fratelli maggiori nella cura del nuovo arrivato. Inizialmente potrebbero aiutarvi nel cambio del pannolino o nel bagnetto per poi passare a compiti più importanti con il passare dei mesi. Sarebbe preferibile non mettere il neonato a dormire nel lettone con i genitori ma lasciarlo nella culla o nel lettino all'interno della stessa stanza. Dopo i primi tre mesi il bambino potrebbe essere spostato in camera con il fratello, ma soltanto nel caso in cui abbia iniziato a dormire quasi tutta la notte.

Anche in questo caso non bisogna obbligare i bambini a giocare insieme, i passatempi dei bambini più grandi sono diversi da quelli dei più piccoli ed uno dei due solitamente si ritrova ad annoiarsi manifestando il disagio con capricci, scenate o scatti violenti verso il fratello. Il maggiore è ancora troppo piccolo per essere responsabilizzato troppo, deve poter continuare ad essere bambino finché ne sentirà il bisogno.

Fratelli con più di 7 anni di differenza

Spesso si pensa che quando la differenza di età tra fratelli è maggiore, il rischio che si sviluppi una forte gelosia si riduca al minimo. In realtà nella maggior parte dei casi accade esattamente il contrario. Per molti anni il bambino è stato figlio unico, ricevendo tutte le attenzioni di mamma, papà e familiari vari. Ha raggiunto un certo grado di equilibrio ed inizia ad affrontare i primi segnali dell'imminente pubertà. In questo momento delicato, in cui i bambini iniziano a sviluppare la propria autonomia, l'arrivo di un fratello può essere destabilizzante. L'errore più comune che compiono i genitori è quello di responsabilizzare troppo il primogenito, forti del fatto che la differenza di età gli consenta di occuparsi con facilità del fratellino. Il figlio più grande non è un baby-sitter ed il suo ruolo non deve sostituirsi a quello dei genitori. E' giusto che aiuti mamma e papà nelle faccende domestiche o che, di quando in quando, dia una mano nella gestione del nuovo arrivato. Non deve però essere un obbligo, un ottimo sistema (sopratutto con gli adolescenti) è quello di stabilire una paghetta o dei premi in cambio dell'aiuto con il fratellino. Il rapporto tra i fratelli in questo caso sarà particolare, difficilmente potranno trovare punti di incontro durante i primi anni e saranno, a modo loro, entrambi figli unici. Con il passare degli anni però il loro rapporto si consoliderà ed il maggiore sarà sempre un punto di riferimento importante per l'altro.

Il ruolo del genitore nelle famiglie numerose

Finora abbiamo analizzato il ruolo del genitore nel rapporto tra due fratelli. Cosa cambia quando i fratelli sono tre o più? Fondamentalmente non cambia nulla, lo stesso tipo di preparazione all'arrivo di un nuovo bambino fatta con il primogenito dovrà essere ripetuta con gli altri ad ogni nuova gravidanza. Il bambino che corre il rischio maggiore di sviluppare una forte gelosia è sempre quello arrivato per ultimo che, abituato alla presenza dei fratelli più grandi, non ha mai dovuto interagire con uno più piccolo. Spesso nelle famiglie numerose i fratelli più grandi danno una mano nel gestire i più piccoli. Anche in questo caso la differenza di età è fondamentale per comprendere la tipologia di rapporto che legherà ogni figlio all'altro. E' chiaro che il rapporto tra il primo ed il quarto figlio non potrà mai essere uguale a quello tra il primo ed il secondo, che hanno avuto la possibilità di crescere insieme. I genitori non devono forzare la creazione di rapporti uguali tra tutti i figli, non sarebbe naturale. Nelle famiglie numerose è più frequente che i fratelli siano gelosi l'uno dell'altro più che verso il genitore. Il ruolo di mamma e papà deve essere quello di guida per i bambini più grandi ma la coppia deve anche assegnare a ciascuno dei figli un ruolo preciso nella gestione dell'ultimo arrivato, per evitare che uno dei fratelli passi più tempo degli altri con il neonato.

Il genitore e il rapporto tra fratelli e sorelle

Nei primi mesi, il rapporto tra un fratello e l'altro è uguale sia che si tratti di due maschi, due femmine o uno ed una. Dopo i primi due anni però, sopratutto se i bambini hanno età molto vicine tra loro, le esigenze si diversificano a seconda del sesso.

Le problematiche maggiori ovviamente si presentano quando i due fratelli hanno sesso opposto e, oltre a non avere giocattoli in comune, iniziano a ricercare anche cose diverse nel rapporto con i genitori. Non è sempre vero che i maschietti debbano passare più tempo con il papà e le bimbe con la mamma. Spesso capita invece che siano proprio i maschi i più mammoni e le bambine ricerchino maggiormente la compagnia del padre.

E' importante lasciarli liberi di scegliere con quale dei genitori passare il loro tempo in casa, stabilendo però molti momenti da trascorrere tutti insieme per incoraggiare i bambini a stare insieme.

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03/04/2013

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