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Il bimbo viziato

Il bimbo viziato
© Getty Images

Voglio cominciare con tre schematiche premesse che andremo a sviluppare.
Un "bambino viziato" è un bambino sottoposto a continue ansie o pressioni.
Non si vizia un bambino accudendolo serenamente nei suoi bisogni e soddisfacendo le sue naturali esigenze, ma interagendo con lui e accudendolo con tensione e nervosismo.
Un bambino viziato è un bambino che non ha mai conosciuto i propri limiti, che ha vissuto in un ambiente iperprotettivo e troppo asfissiante.
La definizione di bambino viziato tende a colpevolizzare il bambino, dimenticando che i suoi atteggiamenti sono sempre il riflesso e la conseguenza della situazione in cui vive.
Il bambino non nasce viziato, ma lo diventa se si trova a essere sottoposto a continue ansie e pressioni, cosa che gli succede se si trova a vivere in un ambiente psicologicamente non adatto, creato (purtroppo bisogna avere il coraggio di dirlo) in genere dalla presenza di una mamma o troppo ansiosa o insicura o emotiva (gli psicologi più intransigenti, e non mi trovano d'accordo e vi dirò più avanti perché, usano termini più severi quali pigra ed egoista). In sostanza, e qui sono d'accordo, quando è presente una mamma non ancora psicologicamente consapevole del ruolo che deve ricoprire. A questo punto prego le mamme di non arrabbiarsi perché poi vedremo insieme che questo tipo materno ha molte attenuanti e giustificazioni.
Ma è indubitabile che, essendo la mamma fondamentale per la formazione del suo bambino, è necessario ammettere che il suo comportamento ha un'influenza determinante sia in senso positivo sia, ahimè, in senso negativo.
I pediatri attenti, durante i corsi o i colloqui che precedono il parto, sanno prevedere con grandissima probabilità di azzeccarci quali saranno le mamme che avranno i figli viziati. Lo deducono dalle domande che le future mamme fanno in cui domina la parola "paura" o "preoccupazione", parole e concetti che spesso nascondono il loro timore di affrontare un'esperienza (e certe cose, per il bene dei bambini, bisogna avere il coraggio di dirle) che toglierà loro molte libertà e aggiungerà molti grattacapi. E purtroppo questo non è il modo migliore per affrontare l'avventura di allevare un
bambino.
Avendo deciso di essere duro mi assumo la responsabilità di affermare, con una frase che racchiude una verità incontestabile ma che purtroppo ha il suono di una "sentenza", che ogni mamma ha il figlio che si merita.

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04/05/2010
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