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La scuola: l'educazione parentale

Forse non tutti sanno che, anche in Italia, è possibile far studiare a casa i propri figli. Il nome di questo metodo didattico è Homeschooling che nel nostro paese viene tradotto in “educazione parentale”. L'educazione parentale prevede la possibilità per i genitori di seguire in prima persona l'istruzione dei propri figli diventando i loro maestri o delegando questo ruolo ad altre persone da loro scelte.

Studiare da casa con mamma e papà
© Getty Images

Come nasce l'educazione parentale

L'educazione parentale è sempre esistita, sin dai tempi più antichi i bambini imparavano mestieri ed abilità osservando i genitori al lavoro. Con la nascita delle prime scuole, a causa della scarsa alfabetizzazione della popolazione, i bambini hanno iniziato ad essere educati non più soltanto in famiglia ma anche presso le sedi scolastiche. Oggi la maggior parte dei bambini e ragazzi frequenta le scuole ma in alcuni paesi, ad esempio gli Stati Uniti, la percentuale dei minori che praticano l'homeschooling è in forte aumento.

Il metodo didattico dell'educazione parentale

Nell'educazione parentale non esiste un metodo didattico pre-costruito. Ogni famiglia decide quale sistema utilizzare con i propri figli a seconda delle convinzioni personali.

Quando una famiglia sceglie l'educazione parentale sviluppa un proprio personale metodo educativo a cui gli altri genitori possono ispirarsi e personalizzarlo a loro volta.

Ogni metodo è lecito, ci sono famiglie che preferiscono mantenere una struttura “scolastica” seguendo il programma ed i testi ministeriali. Altre invece preferiscono procedere una materia alla volta anche se ciò significa dedicare ad un singolo argomento anche diversi mesi. Sono moltissime le famiglie bilingue che scelgono di utilizzare programmi esteri ed integrarli con quello italiano.

Una altra possibilità è quella dell'unschooling, ovvero il metodo che prevede di lasciare al bambino la scelta della materia da trattare giorno per giorno.

Anche per l'organizzazione del tempo i metodi sono molto diversi tra loro. Se da un lato si trovano genitori che si basano sulla scuola tradizionale con le lezioni al mattino, dall'altro ci sono le famiglie che non smettono mai di fare lezione e tutto ciò che accade durante la giornata diventa fonte di informazioni e spunto per molteplici argomenti.

Gli educatori nell'educazione parentale

Nella maggior parte dei casi, il ruolo di “maestro” viene assunto da un singolo genitore o da un gruppo di famiglie in collaborazione le une con le altre.

Non occorre avere una formazione di tipo magistrale o possedere una laurea, è sufficiente avere una buona cultura di base e sopratutto tanta pazienza.

I materiali ed i testi per lo studio si possono trovare facilmente nelle librerie e su internet ed attraverso la rete delle famiglie che praticano l'educazione parentale.

Non tutte le persone sono però portate per l'insegnamento, vuoi per carattere o semplicemente perché è perfettamente normale non sentirsi pronti ad educare i propri figli a tutto tondo.

Ciò non pregiudica però la possibilità di scegliere l'educazione parentale: uno o più tutor oppure il supporto di altri genitori possono integrare l'operato del genitore.

Un aspetto molto importante nell'educazione parentale è la socializzazione: le famiglie che scelgono questo percorso entrano a far parte di una vera e propria rete di genitori in grado di sostenersi e consigliarsi a vicenda.

Gli aspetti legali dell'educazione parentale

Uno dei motivi per cui l'educazione parentale è poco conosciuta in Italia è la credenza comune che tutti i bambini debbano per legge andare a scuola almeno fino ai 16 anni.

In realtà le parole della Costituzione sono molto chiare: “L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita...” e poi ancora “E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli...”

I bambini sono quindi obbligati ad essere istruiti, non a frequentare le aule scolastiche.

Scegliere l'educazione parentale è quindi un diritto delle famiglie.

Burocrazia ed esami di controllo dell'educazione parentale

I genitori che scelgono di avvalersi dell'educazione parentale devono semplicemente presentare una lettera d'intento al dirigente scolastico del proprio circolo, nella quale dichiarano di volersi occupare personalmente dell'istruzione del bambino. Alcuni dirigenti possono chiedere una verifica delle capacità tecniche ed economiche della famiglia ma non è obbligatorio.

A questo punto sarete liberi di procedere con la vostra educazione parentale.

Se desiderate verificare ogni anno il grado di istruzione di vostro figlio, dovrete presentarvi davanti ad una commissione che valuterà il grado di preparazione del bambino. Il dirigente scolastico, che presiederà la commissione, deve fornire alla famiglia tutte le informazioni sull'esame (capacità minime richieste, materie affrontate etc.) ed i genitori consegneranno a loro volta una sorta di curriculum del figlio con indicati gli argomenti trattati e le capacità acquisite.

Non si tratta di un obbligo, potete scegliere di non effettuare l'esame e presentarvi soltanto a quelli di Stato (obbligatori per legge) quando sarà necessario (3° media e 3° o 5° superiore).

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03/12/2012

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