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La scuola: metodi didattici a confronto

Per mettere a confronto tra loro i diversi metodi didattici presenti nella scuola italiana, abbiamo chiesto ad un rappresentante di ogni metodologia di rispondere ad alcune domande riferite alla propria esperienza personale con il metodo didattico.

Metodi didattici a confronto
© Getty Images

Quattro domande sul metodo didattico Montessori

La nostra interlocutrice è Sara, maestra presso una scuola con metodo Montessori.

Per chi è indicata l'educazione con Metodo Montessori?

Per tutti i bambini, nessuno escluso. Il bambino attraverso il suo naturale e spontaneo sviluppo, se posto in un ambiente adatto scientificamente organizzato e preparato ci indica la strada da seguire. Egli seguirà il proprio disegno interiore, i propri istinti guida accendendo naturalmente il proprio interesse ad apprendere, a lavorare e costruire, a portare a termine le attività iniziate, a sperimentare le proprie forze misurandole e controllandole. Purtroppo oggi, forse, bisognerebbe porsi un’altra domanda: chi ha la possibilità di frequentare una scuola Montessori? Ecco il vero problema: non tutte le famiglie possono permettersi una retta da scuola privata e questo credo, sia la più grande sconfitta del Metodo.

Qual è il ruolo dei genitori nel Metodo Montessori?

Il ruolo del genitore nel Metodo Montessori è sicuramente rilevante. Esso dovrebbe in primo luogo essere cosciente del cammino che il bambino si appresterà a seguire. Il cammino del bambino Montessoriano è in equilibrio tra scuola e casa… e per noi insegnanti è importantissimo che il bambino riporti e mantenga a casa ciò che a scuola viene costruito. Per questo nelle Scuole Montessori si cerca di “formare” i genitori con incontri e osservazioni dirette del proprio bambino su quello che si sta facendo e costruendo. L’adulto deve far in modo che il bambino possegga e mantenga una vita psichica attiva senza ostacolarne lo sviluppo autonomo. Ecco la frase slogan più famosa legata al Metodo Montessori che noi insegnanti cerchiamo costantemente di ricordare ai nostri cari genitori: ”Aiutami a fare da solo”!

Se si rendesse necessario (per cause di forza maggiore) il rientro nel sistema scolastico classico, cosa comporterebbe il passaggio per il bambino/ragazzo?

I due Metodi hanno sicuramente approcci molto diversi nell’accostarsi al bambino e inoltre bisognerebbe capire in quale momento potrebbe avvenire il cambiamento: alla fine di un ciclo o nel mezzo? Tuttavia i bambini hanno un’adattabilità incredibile, spesso siamo noi adulti ad avere molte più paure e disagi di loro. Il rientro in un sistema scolastico classico, porta solo ad aver loro tolto delle occasioni veramente speciali di crescita e di apprendimento. Sarebbe poi utile entrare nello specifico: se un bimbo frequenta tutta la”Casa dei bambini” e poi passa alle elementari con metodo classico, sicuramente sarà un bimbo con un bagaglio e delle aperture molto più ampie rispetto ad altri bambini. Per quanto riguarda il passaggio dalle elementari Montessori alle medie, l’unico “problema” per i nostri ragazzi sono stati i compiti a casa! Alle elementari Montessori i nostri ragazzi rimangono a scuola fino le 16 e non hanno compiti a casa! Tuttavia i nostri ragazzi sono stati seguiti dagli enti Montessori per capire se questa difficoltà fosse di grosso peso e invece è risultato che i ragazzi in breve tempo hanno trovato il modo di organizzarsi e di affrontare questa nuova dimensione. Noi Montessoriani consideriamo i bambini/ragazzi come singoli individui e quindi come singole e uniche esperienze. Quindi bisognerebbe valutare caso per caso.

Perché scegliere il Metodo Montessori?

Perché i bambini sono felici. Perché segue il naturale e spontaneo sviluppo del bambino. Perché ogni bambino cosciente e libero di agire rivela se stesso. Perché il bambino diventa costruttore della propria conoscenza. Perché il bambino è al centro e l’adulto diventa un aiuto alla vita, un aiuto allo sviluppo spontaneo di ogni singolo bambino. Perché aiuta a sviluppare fiducia e autostima. Perché i bambini Montessoriani sono gentili premurosi e altruisti. Perché il bambino è costruttore dell’uomo di domani. Perché il Metodo contiene il mondo. Perché il Metodo è Educazione e Pace. Per tantissimi e innumerevoli motivi, potrei continuare ad elencarveli ma in conclusione vi dico questo: Maria Montessori amava i bambini, molto ,ed aveva una sensibilità veramente speciale e su questi presupposti ha costruito il Metodo. Io consiglierei a tutti i genitori di leggere un suo libro, per esempio “Il Bambino in famiglia” libretto entusiasmante ed esauriente di un centinaio di pagine, dove poter semplicemente entrare anche solo per curiosità nel mondo di Maria Montessori.

Tre domande sul metodo didattico della scuola pubblica statale

La nostra interlocutrice è Margherita, maestra presso una scuola elementare statale.

Per chi è indicata la scuola pubblica statale?

La scuola pubblica statale è indicata per tutti, perché gratuita. I testi in uso sono finanziati dai Comuni e vengono scelti da un composito team docente, per fare in modo che la personale metodologia del singolo insegnante si esprima al meglio senza dover necessariamente dipendere dai diktat degli editori. La scuola pubblica offre un servizio di qualità perché gli insegnanti sono preparati ed hanno superato un concorso per potervi lavorare. La scuola pubblica sostiene gli alunni svantaggiati con programmazioni differenziate e accoglie da quasi 40 anni gli alunni disabili, integrandoli nella classe grazie ad insegnanti di sostegno. La scuola pubblica segue il programma ministeriale in tutto il paese, per cui in caso di trasferimento della famiglia sarà semplice ritrovarsi a livello di contenuti didattici.

Qual'è il ruolo dei genitori in questo ambito scolastico?

La partecipazione dei genitori è sancita dalle circolari relative agli organi collegiali della scuola, che prevedono la presenza di un rappresentante di classe (o intersezione, per la materna) all'interno del consiglio di interclasse, al quale si affiancano i docenti della classe stessa. Dalle normative è sancito anche che sia un genitore il presidente del consiglio di Circolo (o d'istituto), l'organo politico della scuola, deputato a legiferare e deliberare in merito ad eventuali variazioni del calendario scolastico o dell'adozione dei libri di testo. La presenza delle famiglie è garantita anche nel comitato mensa, gestito dal Comune, che garantisce la correttezza nutrizionale dei pasti consumati a scuola, la loro varietà, l'igienicità della loro preparazione. I genitori possono contattare le insegnanti e richiedere appuntamenti individuali per parlare dei propri figli, in caso contrario la scuola organizza comunque incontri bimensili per chiarire l'effettivo andamento degli alunni.

Perché scegliere la scuola pubblica?

Per la mia esperienza la scuola pubblica offre un'ottima qualità a fronte di una spesa veramente risibile. Nella mia carriera (17 anni di insegnamento) ho incontrato moltissime colleghe preparate e disponibili ad insegnare a me come essere una maestra migliore. Oggi cerco di fare altrettanto con le colleghe neoassunte. Non credo che la professione docente sia una vocazione: servono professionalità e preparazione costanti ed in continuo aggiornamento. Il mestiere di insegnante, tuttavia, offre soddisfazioni personali che solo chi lo apprezza veramente potrà provare. Lo trovo un lavoro estremamente gratificante, creativo, mai banale. Avvilenti sono semmai le condizioni nelle quali siamo ormai destinati a svolgerlo: meno insegnanti, meno ore, meno qualità. Per questo come insegnante lotto in prima linea per una scuola migliore, che preveda ad esempio la carriera dei docenti.

Vorrei aggiungere che, se ciascun insegnante sentisse sulle proprie spalle la responsabilità educativa della propria azione, la scuola migliorerebbe in qualità. Se il governo investisse sulla scuola, anziché tagliarla, ne migliorerebbe i risultati. Se la scuola fosse davvero uguale tra nord e sud anche il mezzogiorno ne trarrebbe enorme beneficio.

Quattro domande sul Metodo didattico Steiner

La nostra interlocutrice è Alessia, esperta in educazione multilinguale e multilinguismo e sostenitrice del metodo Steiner.

Per chi è indicata l'educazione con Metodo Steiner?

L'educazione steineriana è indicata a tutti i bambini. Per Steiner il bambino è al centro e l'attenzione è posta sui suoi talenti e sui suoi bisogni. Steiner identifica 4 temperamenti nell'infanzia e in base a questi vengono formate le classi e scelti gli insegnanti dal temperamento più adeguato. Le classi e la proposta didattica vengono costruiti in base ai temperamenti dei bambini presenti e in base alle loro attitudini. In generale si tende a far frequentare queste scuole a bambini con difficoltà ma in questo caso io credo possa rappresentare un problema nel momento in cui il bambino, già con i suoi problemi, dovrà essere inserito nella scuola pubblica. I bambini molto dotati invece giovano tantissimo di questo tipo di approccio: l'arte è molto enfatizzata e così anche la libertà di espressione.

Qual'è il ruolo dei genitori in questo ambito scolastico?

I genitori hanno un ruolo molto attivo nelle scuole Steiner. Queste scuole sono organizzazioni autonome e autogestite. I genitori aiutano nella raccolta di fondi attraverso feste, corsi in cui preparano mobili, oggetti artistici ecc. La manutenzione della scuola è fatta in parte dove possibile dai genitori. Portare i figli in questo tipo di scuola significa fare una scelta anche come famiglia e abbracciare un pensiero.

Se si rendesse necessario (per cause di forza maggiore) il rientro nel sistema scolastico classico, cosa comporterebbe il passaggio per il bambino/ragazzo?

Il rientro nel sistema scolastico tradizionale non è sempre indolore. I bambini dotati, dopo prime difficoltà date soprattutto dal fatto che nella scuola steineriana non esiste il concetto di valutazione ( no voti, interrogazioni ecc), riescono ad emergere anche meglio degli altri. Ma chi è in difficoltà o ha problemi o è nella media inizialmente farà molta fatica e forse anche dopo.

Perché scegliere il Metodo Steiner?

Sceglie il metodo steineriano chi non si ritrova nella scuola tradizionale, chi non crede nel concetto di scuola come luogo dove giudicare, dare voti, mettere i bambini in antagonismo e farli competere. Chi crede nell'espressione artistica come metodo per far crescere i bambini e permettere loro di svilupparsi non solo dal punto di vista della conoscenza ma anche come essere umani migliori, empatici e compassionevoli. Un bambino che è uscito da una scuola steineriana lo riconosci sempre...e spesso anche un adulto.

Quattro domande sull'educazione parentale

La nostra interlocutrice è Erika Di Martino, una mamma che ha scelto per i propri figli l'educazione parentale.

Per chi è indicata l'educazione parentale?

Per chi ha realmente il desiderio di seguire i propri figli al 100% dedicando loro tempo e amore, per i genitori che amano la compagnia dei loro figli. Le motivazioni poi possono essere molteplici: di natura religiosa, linguistica, perché i bambini sono portatori di handicap, perché la scuola non riesce a soddisfare le necessità del singolo, perché gli episodi di bullismo e violenza sono sempre più frequenti o semplicemente perché i genitori non vogliono delegare ad altri il compito fondamentale di educare i propri figli.

Qual'è il ruolo dei genitori nell'educazione parentale?

Il genitore ha il ruolo del genitore, ovvero di colui o colei che segue la crescita del proprio figlio garantendogli le migliori condizioni possibili. "Non c'è nessuna scuola che eguagli una casa rispettabile e nessun insegnante che eguagli un genitore virtuoso" (M.Gandhi). Il mio ruolo di madre per me è di guida, insegnante, consigliere e molto altro!

Se si rendesse necessario (per cause di forza maggiore) il rientro nel sistema scolastico classico, cosa comporterebbe il passaggio per il bambino/ragazzo?

Dovrebbe fare un esame di idoneità presso la scuola dove si recherebbe per definire in quale classe andrebbe "inserito".

Perché scegliere l'educazione parentale?

Perché non crediamo che la scuola allo stato attuale possa dare ai nostri bambini l’opportunità di imparare e sperimentare fino in fondo ciò che è veramente importante nella vita. Noi amiamo stare insieme ai nostri figli, seguirli mentre crescono ed esplorano il mondo. Pensiamo che la loro educazione sia nostra responsabilità, non dello Stato, e vogliamo garantire loro un apprendimento naturale e una libertà che sarebbe impossibile in una realtà scolastica tradizionale.

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03/12/2012

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