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L’ingresso nella scuola materna: l’incontro con le difficoltà

L’ingresso nella scuola materna costituisce una tappa importante nello sviluppo del bambino. Questo nuovo ambiente gli richiede di adattarsi al gruppo e di esercitare le proprie capacità di apprendimento. A ciò si aggiunge un elemento cruciale : la separazione dai genitori. Per la maggior parte l’adattamento richiede un po’ di tempo, al massimo 3-4 settimane, mentre per altri il percorso è irto di ostacoli.

L’ingresso nella scuola materna
© Getty Images

La sua ansia da separazione…

Tutte le mattine scoppia in singhiozzi non appena fai mostra di lasciarlo, e tu te ne vai con il cuore a pezzi. È un vero e proprio strazio. Trovare delle soluzioni è necessario per aiutare te stessa e anche lui. "Ogni bambino è unico. E lo è anche la combinazione vincente", spiega explique Elizabeth Pantley, presidente di un’agenzia di educazione alla genitorialità.

  • A separarsi, si impara. È possibile ridurre lo stress legato alla separazione mettendola in scena attraverso delle "finzioni". Il gioco a nascondino, ad esempio, è perfetto, come tutti i giochi che implicano una separazione.
  • Prepara il bambino. Descrivi al bambino la futura separazione per anticiparla: in questo modo lo aiuterai  a eliminare le paure legate ad essa. Fai la stessa cosa per il tuo ritorno. 

…E la tua

Può accadere anche che un bambino rifletta l’angoscia del genitore, a volte in modo del tutto consapevole. Quando lasci il tuo "cucciolo" dietro al cancello della scuola, ti senti invadere da un senso di perdita, che può essere perdita d’amore o di controllo e che può andare dal semplice malessere al panico. L’ansia da separazione di un genitore è del tutto normale, è una vera e propria sfida;per la nostra tranquillità e per quella dei nostri figli, tuttavia, è indispensabile attenuarne l’intensità.

  • Abbi fiducia. Tu sei la persona che si occupa meglio di loro, è innegabile: cerca di accettare quindi che gli altri lo facciano a loro modo;in questo modo aiuterai il tuo bambino ad affrontare situazioni diverse e ad adattarsi meglio.
  • Approfitta del tempo libero. Pianifica un’attività che ti piace, in modo da non ritrovarti con le mani in mano, in preda all’ansia, quando il piccolo non è con te. 

Se ha dei problemi di apprendimento

L’educatrice ti convoca per spiegarti che il tuo bambino è in ritardo rispetto ai ritmi degli altri, che si perde in fantasticherie o non dimostra interesse, che non si applica abbastanza nelle attività. I casi possono essere diversi: è importante identificarli per evitare che la situazione diventi stabile.

  • Consulta il medico di famiglia. "Bisogna accertarsi in primo luogo che il bambino non presenti problemi alla vista o all’udito: è più frequente di quanto si pensi", precisa lo psichiatra infantile Olivier Revol. Se necessario, fissa una visita presso un ortottista per verificare se il bambino riesce a vedere bene le lettere e le parole. Solo dopo aver accertato che tutto va bene sul piano medico, sarà possibile pensare a una visita foniatrica.
  • L’importanza di una diagnosi. È possibile che tuo figlio presenti un semplice ritardo, che può essere rieducato molto rapidamente attraverso alcune sedute di foniatria. Nel caso di disturbi specifici come la dislessia, che richiedono l’intervento di uno specialista, si provvederà a far seguire il bambino regolarmente. 

Se hai un figlio precoce

"Può anche accadere che i bambini si annoino perché chiediamo loro troppo poco", ricorda Claire Lucie Cziffra, psicanalista. Alcuni, infatti, sono più precoci, come fanno presagire certi segnali: ha iniziato a camminare e a parlare prima della media, possiede un vocabolario di una ricchezza sorprendente e una grande memoria. Alcuni di questi segni distintivi aiutano a identificare più facilmente questi bambini, che spesso durante il processo di apprendimento si trovano avanti rispetto gli altri. Prima di rivolgerti a uno specialista, consulta il tuo pediatra.

Litiga molto e può mostrarsi aggressivo

La scuola materna è un luogo in cui è possibile che i bambini provino emozioni forti e, a volte, le esprimano violentemente, mentre altri si mostrano teneri e affettuosi. I messaggi possono essere vari: è possibile che litighi con i compagni o li picchi, perché soffre e non sa esprimere il proprio malessere o chiedere in un altro modo.

  • Scopri cosa lo turba. È possibile che un bambino che si comporta così con i suoi compagni provi un turbamento interiore la cui causa non è riconducibile alla scuola: può trattarsi di un trasloco, della morte dell’animale domestico, dell’arrivo di un fratellino, di eventi di cui gli adulti minimizzano l’importanza che hanno invece per lui. "In questo modo il bambino è spinto a esprimersi con maggiore forza", spiega Patricia Chalon,psicologa specializzata nella prima infanzia. Interrogati sulle possibili cause della sua aggressività e, se la situazione persiste, consulta uno specialista.
  • Il suo posto tra i fratelli. Avere dei fratelli e delle sorelle favorisce l’inserimento del bambino nella scuola materna, ma spesso tenderà a ripetere comportamenti che conosce già. Se a casa i litigi sono frequenti, ad esempio, il suo comportamento non è anomalo: il bambino mette alla prova i propri limiti, come fa con i fratelli e le sorelle. "Sta a te incoraggiarlo a sviluppare nuove competenze relazionali in famiglia", suggerisce l’educatrice americana Elisabeth Crary. I risultati positivi si vedranno anche a scuola.
  • Pazienza e amore: La socializzazione è un percorso di apprendimento che richiede del tempo; il gruppo, inoltre, porta allo scoperto le fragilità del bambino. "Quando si trova davanti a delle difficoltà, parlane con lui", insiste la psicanalista Lucie Cziffra. Tu sei sicuramente la persona che lo conosce meglio: osservalo con pazienza e amore per scoprire se ha bisogno di tempo per integrarsi o cercare delle soluzioni per il suo problema.

 

di Catherine Maillard

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06/01/2015

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