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La scuola materna

Questa istituzione è nata per accogliere il bambino nell'età che va dai 3 anni fino all'inizio della scuola elementare. Essa costituisce un valido supporto sia per le mamme lavoratrici sia per le mamme casalinghe e rappresenta un momento significativo per la strutturazione della personalità del bambino. Ormai tutti, psicologi e pediatri, sono concordi nel consigliare la frequenza alla scuola materna.

La scuola materna
© Getty Images

L'età ottimale per l'inserimento è rappresentata dai 3 anni, momento in cui il bambino è ormai in grado di creare un legame continuo con la madre, anche in sua assenza, attraverso il ricordo e la raffigurazione della sua immagine. Se il bambino non ha frequentato precedentemente il nido vivrà con qualche problema questa separazione accusando, a volte in forma più lieve, a volte in forma più accentuata, gli stessi disturbi che ho descritto per l'asilo nido. Anche in questo caso i genitori devono aiutarlo con serenità, pazienza e dolcezza, ma anche una certa dose di fermezza.
Superato il disorientamento delle prime settimane, i bambini accettano molto volentieri la scuola materna. A quest'età, infatti, acquisiscono la consapevolezza di poter essere autonomi e una graduale separazione dal ristretto ambito familiare li rende più coraggiosi, più determinati, più sicuri di sé.
La scuola materna comincia anche ad educare il bambino all'accettazione e al rispetto di certe regole. È molto importante che egli cominci ad acquisire i concetti fondamentali della convivenza civile. Fondamentale è il ruolo, la cultura, la sensibilità e il senso civico delle insegnanti, in quanto il bambino obbedisce più facilmente alla maestra, perché spesso le regole e gli insegnamenti dei genitori sono contradditori e suggeriti da circostanze contingenti o da nervosismi e tensioni familiari. Inoltre si rende conto che i compagni sono assoggettati alle stesse regole e a loro volta le accettano.
Alla scuola materna inizia la vera socializzazione. Il bambino, a questa età, impara a vivere nella comunità, comincia a giocare con i coetanei e a stabilire un rapporto con loro: in questo modo si arricchisce di nuove esperienze e impara ad affrontare e superare quelle non positive; impara il gioco di gruppo guidato dalla maestra; è "costretto" ad ampliare la propria capacità di comunicare con gli altri attraverso un linguaggio più articolato; comincia a manifestare le caratteristiche della sua futura personalità.

Rinunciare alla scuola materna è un errore. Spesso è frutto di un patologico egoismo dei genitori. Il bambino di 6 anni che non ha mai vissuto in comunità sarà più timido, introverso, non riuscirà a legare con i compagni, rimarrà spesso spettatore dei loro giochi o addirittura vittima della loro aggressività. È un errore anche ritardare l'inserimento al 4° o al 5° anno di età. In genere l'elemento nuovo incontra difficoltà a essere accettato da un gruppo ormai consolidato.
La vita è comunicazione con i propri simili e, anche se i rapporti con gli altri possono costare frustrazioni, rinunce, insuccessi, i genitori non possono opporsi o ritardare questo evento naturale.

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04/05/2010

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