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Baby sitter mania: una tendenza pericolosa?

Chi lavora lo sa: la babysitter è un grande aiuto quando non si riesce a stare a casa tutto il giorno e si hanno mille impegni. Ma negli ultimi anni è una figura che si sta imponendo sempre di più nelle famiglie italiane, nonostante la crisi economica che presupporrebbe delle uscite finanziarie ridotte al minimo. Da cosa dipende? È davvero così indispensabile?

Baby sitter mania: una tendenza pericolosa?
© Getty Images

Mamma e baby sitter: un aiuto reciproco

Nelle famiglie è naturale darsi una mano a vicenda, aiutarsi: quando una coppia è giovane e non si hanno molti mezzi a disposizione la  soluzione è sempre chiamare fratelli, cugini, nonni per dare un’occhiata ai bambini mentre si fa la spesa o si va dal parrucchiere. Sfortunatamente però non tutti possono contare sui parenti e sono costretti a pagare qualcuno per farlo, ed ecco che subentra lei, la babysitter.

Alcuni pensano sia una scelta rischiosa e non lascerebbero mai la propria creatura in mano a sconosciuti; ci si fida di più dei nonni e degli zii, ma una babysitter è una persona pratica, che viene e se ne va quando vuoi, non costa molto ed è affidabile. Inoltre, quasi sempre viene assunta attraverso il passaparola, tipico delle mamme all’uscita di scuola e delle vicine di casa.

Genitori e baby sitter: no allo scambio di ruoli

Molte mamme e papà sono costretti a lasciare i bambini anche per molte ore insieme a lei, pomeriggi dopo la scuola o mattine in cui i bimbi stanno male e non possono assentarsi dal lavoro. La paura più grande, dopo aver superato quella che la casa possa incendiarsi o che il bimbo possa soffocare, è quella che il proprio figlio possa affezionarsi troppo alla babysitter, vedendo quasi esclusivamente lei per la maggior parte della sua giornata.

Non si può negare che il rischio ci sia: le figure fondamentali nella vita di un bambino non sono molte ma sono molto forti, genitori, maestre e nonni (quando ci sono). Dopo di loro la babysitter, che lo fa giocare, divertire e, a volte, lo aiuta a fare i compiti. Ma se resta con lui per troppo tempo cosa gli impedisce di associarlo alla figura materna visto che espleta in effetti tutti i compiti della sua vera madre? Molto dipende dalla babysitter stessa: capita che il bimbo inizi a chiamarla mamma, zia, nonna, associandola ad un membro della famiglia. In questo caso è bene che lei spieghi che deve essere chiamata con il suo nome perché, per quanto molto presente, è pur sempre “un’amica di mamma e papà” pagata per fargli compagnia.

Evitare di considerarla un membro della famiglia anche se lavora per voi da anni è il comportamento migliore che possiate adottare: non invitatela a feste e compleanni, il bambino deve capire che c’è una linea di demarcazione tra il tempo che passa con lei quello che passa con i genitori e il resto della famiglia, momenti che non includono “l’amica di mamma e papà” appunto. Sicuramente, se non si tratta di una babysitter di passaggio ma pensate che avrete bisogno di lei per molto, non va trattata da estranea in casa: in effetti è lei che prende e redini di tutto quando voi non siete là. È importante altresì che i bambini riconoscano la sua autorità, che le viene data direttamente dai genitori e che deve essere compresa per evitare prevaricazioni e insubordinazioni che rendono il tempo passato insieme interminabile e molto difficile da gestire.

Qualità & quantità dell'aiuto della baby sitter

Avere del tempo da passare con i propri figli diventa sempre di più un lusso ma non è impossibile; non è affatto sufficiente trascorrere un’ora con loro la sera quando si è tutti più stanchi perché anche se è vero che la qualità del tempo è importante, non è sufficiente. Anche la quantità ha il suo peso per lo sviluppo del bambino, che deve sentire che i genitori sono presenti nella sua vita. Il concetto di lavoro non è del tutto chiaro da piccoli e serve a poco cercare di spiegare che se mamma non c’è mai è perché è in ufficio: i bambini vogliono tutte le attenzioni per loro, per sentirsi parte del nucleo familiare e sentirsi accettati, cosa che contribuirà al loro sviluppo anche psicologico di adulti.

 Qualità, quantità e, perché no, cercare di trovare un modo di lavorare anche un’ora in meno al giorno sono piccoli passi verso una serenità familiare che non viene messa in discussione dall’aiuto della babysitter, che invece è più che prezioso. 

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28/04/2011

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