Home  
  
  
    Bambini in piscina
Lo sviluppo psicomotorio
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Bambini in piscina

Tonfi, grida, risate: ecco cosa succede in un’ora in piscina per neonati! Non si tratta di farli diventare dei precoci campioni di nuoto, ma di accompagnarne lo sviluppo, con un metodo che ha già favorito la crescita e la conquista dell'autonomia di migliaia di bambini.

Bambini in piscina
© Getty Images

Esperienze sensoriali, attività motoria, sviluppo psicoaffettivo e sociale: ecco i principali benefici delle attività in piscina per neonati. Tutti i benefici dell’acqua, nell’acqua.

Bimbi in acqua

Le attività si fanno in gruppo, in presenza di uno dei genitori e di un animatore. In piscina il neonato non impara a nuotare ma a giocare, a esprimersi, facendo da solo e seguendo il proprio ritmo un'infinità di esperienze nuove.

La scoperta dell'acqua comprende 4 esperienze principali, che si intrecciano nel corso delle varie attività:

  • Scoperta dell'acqua, di se stessi e degli altri
  • Galleggiamento e spostamento
  • Immersione
  • Entrata nell'acqua

Il neonato, prima aiutato dai genitori e poi da solo, familiarizza con l'acqua che lo sostiene e lo avvolge, e vari giochi, come scivoli, tappetini, trampolini, gli permettono di esplorare nuove sensazioni e di divertirsi da solo, con i genitori o con altri bambini. A seconda dell'età, del carattere e del grado di familiarità con l'acqua, ogni bambino evolve in modo diverso. Questa attività è adatta ai bambini di almeno 4 mesi (che devono essere vaccinati) fino ai 6 anni.

Cosa si impara nuotando?

I bambini scoprono nuove sensazioni, divertendosi. Nell'acqua il bambino adotta un comportamento motorio diverso da quello usato a terra: si adatta a nuovi punti di riferimento, scopre nuove posizioni e nuovi movimenti, impara a controllare la respirazione, sviluppa il piacere dell'attività fisica, il gusto di diventare indipendente e acquisisce una buona dose di fiducia in se stesso.

Questo ambiente stimolante favorisce il suo sviluppo psicomotorio, e per molti bambini la piscina è anche un'occasione di entrare in contatto con la società: rassicurati dalla presenza dei genitori i bambini si imitano, si osservano, si cercano, si affrontano e partecipano a dei giochi collettivi. Questa socializzazione favorisce la qualità delle relazioni future, e rappresenta inoltre un'occasione per genitori e bambini di ritrovarsi per giocare insieme e condividere nuove esperienze.  

Si può imparare a nuotare prima?

Prima dei 5-6 anni i bambini non sanno coordinare braccia e gambe per poter nuotare con uno stile ben definito ma e non è detto che un neonato non impari a cavarsela prima degli altri bambini. Di sicuro l'abitudine all'acqua rende più facile l'apprendimento. Queste attività di familiarizzazione con l'acqua sviluppano infatti nel bambino il piacere dell'attività fisica e rappresentano quindi un ottimo avviamento allo sport: anche se molti bambini, crescendo, fanno fatica a tollerare le costrizioni dei corsi di nuoto, l'acqua resta sempre sinonimo di piacere. 

Bambini in piscina: le precauzioni

Bisogna fare attenzione che il bambino non prenda freddo, perché fino a 18 mesi i bambini non sanno combattere contro il freddo, e quindi l'acqua della piscina dovrà aggirarsi intorno ai 32°C. Un bambino che ha freddo diventa pallido, inattivo, e ha le labbra violette o delle ecchimosi sul corpo. Alla comparsa dei primi segni è necessario farlo uscire dall'acqua, riscaldarlo e dargli qualcosa da mangiare.

I bambini, piccoli o grandi, consumano molte energie durante queste attività e quindi è necessario preparare loro un pasto a base di carboidrati complessi e zuccheri semplici, almeno un'ora prima di andare in piscina. Non dimenticare inoltre una buona merenda a base di frutta, yogurt, dolcetti, da gustare in famiglia dopo il bagno.

Hélène Huret

Commenta
23/10/2013
Caricamento ...

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Test famiglia

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Calcola la data del parto