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La deambulazione

A questo punto voglio ritornare con maggiore attenzione su un momento particolare della vita del nostro bambino. Quando incomincia a camminare e in che modo cammina.Verso il 12° mese di vita il bambino realizza un'importante conquista, che gli consente di raggiungere una parziale autonomia e iniziare l'esplorazione dei mondo circostante. Incomincia a camminare!

La deambulazione
© Getty Images

La deambulazione è soltanto in apparenza un fenomeno semplice. In realtà, essa è la risultante dell'interazione tra diverse componenti. L'apparato scheletrico, la muscolatura e le articolazioni, coordinate dal sistema nervoso, collaborano nello svolgimento di questa attività. È un fenomeno strettamente individuale, in cui confluiscono caratteristiche personali in parte su base costituzionale, in parte derivate dall'ambiente familiare, nonché caratteri etnici.

I primi passi

Il bambino raggiunge la stazione eretta, cioè comincia ad alzarsi in piedi, verso i 9-10 mesi di vita: sdraiato sul pavimento, si alza aggrappandosi al tavolo o alla sedia.
Gradualmente, impara quindi a muovere qualche passo, in un primo tempo appoggiandosi ai mobili oppure tenuto per mano dalla mamma. Incomincia poi a muovere i primi passi da solo, compiendo percorsi molto brevi, che diventano progressivamente più lunghi. In questo periodo, e per tutto il secondo anno di vita, la deambulazione è ancora incerta e leggermente "ad anatra", cioè il bambino cammina sulle punte, con l'addome proteso in avanti e il sederino all'indietro, accentuando la lordosi lombare, ossia la naturale curvatura della colonna vertebrale nel suo tratto lombare, per mantenere l'equilibrio. Nei primi tempi cammina a gambe larghe per aumentare la superficie di appoggio; sembra saltellare anziché camminare; cade spesso, ma sa cadere in modo giusto. Non si fa male e quindi non si lascia scoraggiare e riprende subito i suoi tentativi di esplorazione.
L'incertezza che il bambino manifesta nel camminare è normale, a causa di una leggera debolezza articolare, tipica dell'età e anche perché la deambulazione è un processo di apprendimento graduale, che richiede molto tempo.

Quando il bambino tarda a camminare

Talvolta si può verificare un ritardo nella deambulazione: uno dei motivi può essere semplicemente la mancanza di sicurezza. Basta l'offerta di un minimo sostegno a rassicurarlo: il dito di un genitore, la gonna della mamma, i pantaloni del papà. Le mamme troppo apprensive, con atteggiamenti iperprotettivi o ansiosi, aumentano il timore che il bambino può avere nel muovere i primi passi da solo. Il bambino grosso e pesante tende a incontrare qualche difficoltà in più e sarà un po' più lento nell'acquisire la capacità di camminare. È doveroso rilevare che leggeri ritardi non devono costituire fonte di preoccupazione, poiché l'epoca di inizio della deambulazione è variabile. Molte volte un bimbo che tarda a camminare è figlio di un genitore che ha tardato a camminare.

A 3-4 anni

Fino all'età di 3-4 anni i bambini mostrano una modalità di camminare alquanto differente rispetto al bimbo più grande. Infatti, al di sotto dei quattro anni, il ginocchio è tenuto sempre in posizione flessa, sia nella fase di movimento che in quella di stazionamento. L'arto a quest'età non viene mai esteso completamente, ma rimane parzialmente flesso anche nella prima fase del movimento, ossia quando il tallone viene spinto in avanti. Dopo i tre-quattro anni di età la deambulazione diviene più sicura e più simile a quella dell'adulto.

Difetti della deambulazione

Ci sono due modi di camminare del bambino che si discostano dalla normalità e che richiamano l'attenzione e le preoccupazioni dei genitori, pur non essendo quasi mai patologici: - marcia a punte in dentro o in introversione; - marcia a punte in fuori o extraversione.
La marcia a punte in dentro o in intraversione è la più frequente ed è dovuta a diverse cause, tra le quali si ricordano: l'antiversione del collo femorale, il piede varo, il piede lasso o piatto valgo, in fase iniziale; la tibia incurvata. Anche l'eccessiva altezza del tacco della scarpa può determinare la marcia a punte in dentro in piedi perfettamente regolari e ben conformati, così come può causarla una posizione scelta istintivamente per migliorare la stabilità e l'equilibrio.
Queste presunte anomalie non devono creare apprensione nei genitori poiché, con il trascorrere degli anni, la deambulazione diventerà progressivamente sempre più corretta e gli atteggiamenti viziati tenderanno a scomparire spontaneamente.

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04/05/2010

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