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Intelligenza: un problema di peso?

Le prestazioni intellettuali sarebbero direttamente collegate al peso alla nascita. Per lo meno, è quanto sostiene uno studio inglese. Secondo quanto emerso da questa ricerca, più un neonato è pesante, migliori saranno i risultati che otterrà quando sottoposto a test cognitivi, e più lungo sarà il suo percorso di studi. Tale influenza sarebbe indipendente dal livello di istruzione e dallo status sociale dei genitori. Infine, queste differenze si ridurrebbero con il passare degli anni.

Il peso e l'intelligenza del neonato
© Getty Images

Gli studiosi sono continuamente alla ricerca dei segreti dell'intelligenza. Talvolta propendono per un'origine genetica, talvolta invece per un'origine ambientale. Senza far pendere la bilancia né da una parte né dall'altra, i ricercatori inglesi sembrano aver puntato il dito su un criterio che ha a che fare con il peso…

Risultati che hanno un peso...

Secondo uno studio inglese, le "capacità cognitive" sono direttamente collegate al peso alla nascita. Infatti, più i bambini sono pesanti, migliori sono i risultati che ottengono nei test di valutazione delle capacità intellettive.

Inoltre, un peso elevato alla nascita sarebbe correlato alla prosecuzione degli studi per un periodo di tempo più lungo. Questi risultati non riguardano i bambini nati con problemi di sottopeso, come i prematuri. Infatti, gli autori hanno studiato la correlazione che esiste nei bambini di peso "normale" alla nascita, ovvero superiore a 2,5 chilogrammi.

Delle argomentazioni preponderanti

Lo studio è stato condotto su un campione di oltre 3.800 persone nate nel 1946, le cui capacità cognitive sono state valutate a diverse età: 8, 11, 15, 26 e 43 anni. In più, i criteri di valutazione erano diversi a seconda degli anni: nell'infanzia, sono state misurate le capacità di lettura e aritmetiche, nonché il ragionamento non verbale. In età adulta, i test riguardavano invece la memoria, la rapidità e la concentrazione.

Prescindendo da altri fattori come il sesso, lo status sociale del padre, il livello di istruzione della madre o l'ordine di nascita, i ricercatori hanno quindi ravvisato un nesso tra le prestazioni intellettuali e il peso alla nascita. In pratica, tale correlazione sarebbe particolarmente forte a otto anni. In seguito, diminuirebbe con l'età, fino a 43 anni, età dell'ultima valutazione.

Uno studio da non sottovalutare

Gli studiosi non propongono alcuna spiegazione a questo fenomeno. Precisano tuttavia che non conoscevano la durata della gravidanza al momento della nascita e che quindi non erano in grado di distinguere i "prematuri grossi" dai neonati più piccoli venuti alla luce allo scadere del termine. Secondo gli autori, un peso scarso alla nascita può dipendere da problemi di crescita, che intervengono anche nella formazione del sistema nervoso e, di conseguenza, delle capacità cognitive.

Un'altra teoria avanzata dagli autori, decisamente più opinabile, è il fatto che un peso più scarso sia direttamente collegato a una scatola cranica più piccola, e quindi ad un cervello di dimensioni ridotte… La frenologia (teoria oggi completamente abbandonata che mette in relazione la forma del cranio alle capacità intellettuali) non è più molto lontana… In ogni caso, gli autori evidenziano gli effetti nefasti che un regime alimentare disequilibrato e il consumo di sigarette o di alcol possono provocare sul peso del neonato durante la gravidanza. Quindi, se vuoi che tuo figlio diventi un piccolo Einstein, evita qualsiasi forma di abuso in gravidanza…

Alain Sousa

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01/02/2013

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