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I denti e l'apparecchio

Sono, comunemente, chiamati “apparecchi” o “macchinette”, possono essere fissi o mobili, si usano, soprattutto, durante l’infanzia e l’adolescenza per correggere i casi di malocclusione... Ecco a voi i dispositivi ortodontici!

I dispositivi ortodontici
© Getty Images

I dispositivi ortodontici, noti come “apparecchi” per i denti, si utilizzano, in genere, per correggere il sovraffollamento di denti che possono essere allargati verso l’esterno, inclinati all’interno o ruotati. Questi dispositivi si utilizzano, in modo particolare, durante l’infanzia o l’adolescenza perché denti, mascelle e mandibola si stanno, ancora, sviluppando. In un’occlusione - il rapporto di chiusura tra l’arcata dentale superiore e quella inferiore - corretta gli incisivi e i canini superiori si sovrappongono, leggermente, a quelli inferiori. Questo tipo di disposizione consente di mordere e masticare, in modo efficiente, il cibo. La malocclusione, in genere di tre tipi, può causare molteplici problemi. Un’occlusione anomala, infatti, causa dolore, rigidità, nei casi più gravi artrosi, delle articolazioni mandibolari. L’utilizzo dei dispositivi ortodontici, quindi, è necessario per obbligare i denti a crescere in posizione corretta. Il loro utilizzo, inoltre, consente, oltre al miglioramento dell’aspetto della bocca, la prevenzione di malattie periodontali e della carie che, in caso di malocclusione, sono più frequenti. I dispositivi possono essere di due tipi: fissi o mobili.

Dispositivi fissi

Questi dispositivi, che non possono essere rimossi dal paziente, esercitano una pressione continua e possono spostare i denti in qualsiasi posizione. In genere vengono applicati a tutti i denti superiori e/o inferiori quando si devono riposizionare molti denti. Un dispositivo ortodontico fisso è costituito da un filo - in acciaio - disposto ad arco infilato in una forcella, a sua volta, fissata su ciascun dente. Per esercitare una pressione maggiore, inoltre, su alcune forcelle possono essere fissati piccoli uncini a cui, quando il paziente dorme, viene applicata, con degli “elastici”, un’ulteriore pressione. I dispositivi fissi vengono mantenuti finchè i denti non si sono spostati nella posizione corretta. Questa “operazione” può richiedere un intero anno. Raggiunto il risultato, poi, per un periodo variabile - da sei mesi a cinque anni - può essere necessario portare un particolare apparecchio - fisso o mobile - per mantenere i denti in posizione corretta fino all’arresto della crescita. Bisogna sottolineare che gli apparecchi fissi consentono, rispetto a quelli mobili, un controllo più preciso del movimento dei denti. E altresì vero, però, che sono più costosi, richiedono più tempo per l’applicazione e rendono più difficile la pulizia della bocca.

Dispositivi mobili

Questi dispositivi vengono utilizzati quando devono essere spostati solo uno o alcuni denti. Sono formati da una placca, di plastica, che si adatta alla volta della cavità della bocca - il palato - con attacchi ancorati ai denti posteriori. La forza, in questo caso, viene esercitata con l’ausilio di molle, fili disposti ad arco, viti o strisce di gomma fissate alla placca. Gli apparecchi mobili sono, spesso, la “prima scelta” per i bambini molto piccoli. I, potenziali, inconvenienti dei dispositivi mobili sono legati, principalmente, all’interferenza che la loro massa può creare nel linguaggio. La loro efficacia, poi, dipende dall’osservazione, scrupolosa, delle istruzioni ricevute. La possibilità di essere rimossi dal paziente, infatti, può vanificarne l’applicazione.

E’ bene ricordare, inoltre, che, a prescindere dal tipo di apparecchio ortodontico, la prima regola da seguire, scrupolosamente, è sempre quella di una corretta igiene orale. Una buona igiene orale, infatti, consente di ridurre l’incidenza della carie, di ostacolare la gengivite e contribuisce, inoltre, a prevenire l’alitosi.

Fissi o mobili questi, antiestetici, oggetti sono, in realtà, un valido strumento per ottenere, fra gli altri, un sensazionale sorriso... E, allora, abbiate pazienza e, nel frattempo, continuate a sorridere!

 

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06/02/2012

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