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Denti inclusi: quando i denti da latte non cadono

Relativamente raro per quanto riguarda gli incisivi, il fenomeno dell’inclusione dentaria necessita di un trattamento adeguato, da mettere in atto il prima possibile. Le spiegazioni del Dott. Jean-Baptiste Kerbrat, ortodontista e membro della Federazione Francese di Ortodonzia.

I denti da latte che non cadono
© Getty Images

Che cos’è un dente incluso?

Un dente incluso è un dente permanente che non viene fuori e resta incluso nell’osso sotto la gengiva. Questa anomalia è piuttosto frequente, con un’incidenza di circa il 10-15%, e riguarda principalmente i denti del giudizio. Può riguardare i canini superiori e, in misura minima, gli incisivi (0,6%).

Da cosa dipende il fenomeno dei denti inclusi?

L’inclusione di un dente può avere varie cause:

• La presenza di denti soprannumerari, dovuta alla persistenza di un dente di latte, che non lasciano spazio al dente per uscire;

• La mancanza di spazio;

• Le conseguenze di un vecchio impatto su un dente da latte, che ha toccato il germe del dente permanente e, spostandolo dalla sua traiettoria, ha impedito al dente di venir fuori. Qualsiasi trauma avvenuto su un dente da latte nel corso della prima infanzia, e più particolarmente verso i 5-6 anni, quando i germi dei denti permanenti hanno iniziato la loro discesa, deve condurre il bambino dal dentista.

Davanti alla persistenza di denti da latte, a quale età bisogna preoccuparsi?

Non è normale che un adolescente di 15 anni abbia ancora denti da latte. Aspettare così a lungo può pregiudicarne il trattamento. L’intervallo di tempo tra la perdita naturale di due denti da latte simmetrici non deve superare gli 8 mesi; oltre questo tempo, occorre interrogarsi e portare il bambino dal dentista.

Come si riconosce un dente incluso?

La diagnosi di un dente incluso si esegue attraverso una radiografia panoramica, tra i 6 e gli 8 anni, età in cui di solito compaiono i primi denti permanenti. La radiografia consente al dentista di verificare che gli assi di eruzione dei denti siano corretti e che i germi abbiano una forma normale. È tuttavia fuori questione proporre una diagnosi sistematica, che esporrebbe inutilmente i bambini ai raggi X.

Come si cura un dente incluso?

Il trattamento di un’inclusione dentaria dipende dalla forma del dente che non è riuscito a fuoriuscire, ma anche da molti altri elementi di cui occorre tener conto: presenza di ostacoli nel cammino di eruzione, di cisti, di deformazioni del dente incluso…

È dunque indispensabile fare delle radiografie, in modo da avere una localizzazione precisa del dente e della sua radice, e dei danni collaterali ossei e dentari indotti dalla progressione aberrante del dente. Il trattamento consiste allora nel creare lo spazio necessario alla crescita dentaria e, se necessario, a trainare il dente.

Quale posto occupa l’ortodonzia nella cura di un’inclusione dentaria?

La cura ortodontica interviene nella creazione dello spazio adeguato nell'arcata che consentirà al dente di crescere. L’ortodontista proporrà un apparecchio fisso vestibolare (meglio noto con il termine di “anelli”) o linguale (stesso tipo di apparecchiatura che però viene posto sulla facciata interna dei denti, contro la lingua) per mantenere questo spazio.

Se è correttamente allineato e se niente si oppone alla sua fuoruscita, il dente incluso può allora crescere. In caso di cattivo allineamento, l’ortodontista lavora in stretta collaborazione con il chirurgo per andare a trainare il dente e orientarlo nella direzione giusta. Nell’adulto, l’evoluzione delle tecniche può offrire cure eleganti come il fissaggio avvitato, che poggia su un solo dente ed evita di dover portare un grosso e antiestetico apparecchio.

Vi è un aumento della frequenza delle inclusioni dentarie?

L’evoluzione verso dimensioni più piccole delle mandibole, ma senza modificare la dimensione dei denti, provoca un aumento del fenomeno d’inclusione; quest’ultimo, tuttavia, si basa fondamentalmente sui denti del giudizio, gli ultimi a uscire.

Amélie Pelletier

Fonte

“Les dents incluses: quand les dents de lait ne tombent pas”, Intervento del Dott. Jean-Baptiste Kerbrat, ortodontista e membro della Fédération Française d’Orthodontie, in margine alla 16 edizione delle Journées de l’Orthodontie, organizzata dall’8 all’11 novembre 2013 a Parigi.

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05/02/2014

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