Home  
  
  
    Accrescimento ponderale (peso)
La crescita del bebè
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Accrescimento ponderale (peso)

L'accrescimento ponderale del bambino è il parametro seguito con maggiore attenzione da parte dei genitori, specie nel primo anno di vita. In realtà tale attenzione è ampiamente giustificata dal fatto che in genere il benessere del bambino e il suo aumento di peso vanno di pari passo. Il problema del peso non deve però diventare motivo di preoccupazione dominante ed eccessivo. Infatti l'incremento di peso del bambino, come per la statura, non ha un andamento progressivamente costante negli anni: nel primo anno di vita si verifica il maggior aumento (da 6 a 8 kg circa); negli anni successivi (dal 2° all'8°-9° anno circa) il bambino aumenta in genere soltanto di 2-3 kg all'anno; poco prima della pubertà il peso riprende ad aumentare in maniera più consistente. Di conseguenza le mamme, pur non sottovalutando il problema peso, non devono, specie nel primo anno, trascorrere le giornate con l'incubo della bilancia.

Accrescimento ponderale (peso)
© Getty Images

In Italia alla nascita i bambini presentano in media un peso variabile tra i 3200 e i 3500 g, indipendentemente dal sesso. Il peso neonatale subisce una diminuzione detta calo fisiologico (normalmente contenuto in valori inferiori al 10%), che si manifesta nei primi 3-4 giorni di vita e che viene recuperato entro il decimo giorno.
Per questo motivo in genere alla dimissione dal nido il piccolo pesa un po' meno di quanto pesasse alla nascita. Un consiglio da seguire è quello di pesare il bambino sulla stessa bilancia (di casa o dell'ambulatorio) che verrà usata in seguito per le altre pesate.

Quanto deve crescere un bambino?

È difficile quantificare la crescita ponderale: si parla di 25-30 g al giorno nel primo trimestre di vita, di 20-25 g nel secondo trimestre, di 15-20 g nel terzo trimestre e di 10-15 g nel quarto trimestre. In realtà una crescita così regolare non si verifica mai.
Per questo motivo la valutazione giornaliera del peso del bambino non è né consigliabile né attendibile. Non pesate quindi il bambino tutti i giorni. Qualche credito maggiore può essere concesso alla valutazione dell'aumento di peso settimanale. Esso dovrebbe essere di circa 200 g a settimana nei primi 3-4 mesi di vita per poi scendere a circa 150 g in quelli successivi. Se si prende in considerazione invece l'incremento ponderale mensile, i valori medi sono di circa 600 g il primo mese, 800 g per i mesi successivi fino al quarto mese, per poi scendere nuovamente a 600 g e poi a 400 g nei mesi fino all'anno. Tutte queste valutazioni hanno in realtà un significato molto relativo. Esse infatti sono generiche e non tengono conto della cosa più importante da considerare in campo pediatrico, cioè la grande variabilità individuale, per cui sviluppi ponderali anche molto diversi fra di loro possono essere perfettamente normali. I bambini non sono macchine che funzionano tutte nello stesso modo: sono esseri umani e quindi, per fortuna, presentano le tipiche varianti possibili del genere umano. Non si può né generalizzare né ridurre in cifre la crescita ponderale di un bambino, ciò che conta è che cresca! Sarà cura del pediatra valutare se la crescita sia veramente corretta o no. A conferma della scarsa attendibilità dei numeri di cui sopra, va ricordato che oggi l'incremento di peso dei lattanti è ben maggiore rispetto ai valori sopra riportati. Ci sono bambini che nei primi mesi crescono di 250-300 g o addirittura 350 g alla settimana. Per loro fortuna in seguito la crescita diminuisce fino a giungere, intorno al 7°-8° mese, a un incremento minimo o addirittura a un vero e proprio arresto. Ciò viene detto per tranquillizzare quelle madri che dopo essersi preoccupate di una crescita eccessiva si preoccupano poi di una scarsa crescita.
Il bambino che nel primo anno di vita segue le norme alimentari suggerite dal pediatra non ingrasserà sicuramente, non tanto per la validità della dieta ma soprattutto perché è in grado di autoregolarsi e, soprattutto, è impossibile, senza farlo arrabbiare, costringerlo a mangiare di più o di meno. Negli anni successivi, quando, anche per intervento degli adulti, ai comportamenti istintivi subentrano comportamenti più guidati dalla ragione, aumentano i rischi di un'alimentazione eccessiva. È bene comunque che i bambini non siano considerati polli da allevamento da vendere al mercato un tanto al chilo. Non è vero quanto si credeva un tempo e cioè che un bambino grasso è un bambino bello, anzi è vero l'esatto contrario.

Al riguardo vi raccomando di non confondere il bambino "grosso" con il bambino grasso. Il bambino grosso può pesare molto senza essere grasso. È grosso perché lo è costituzionalmente! Non dimenticate che non si può alterare la costituzione naturale; se padre e madre sono grandi e grossi, quasi sicuramente i loro figli saranno grandi e grossi. Sarà cura del pediatra non farli diventare anche grassi. D'altro canto bisogna anche confortare le madri di quei bambini che non crescono molto, spiegando loro che i loro figli non avranno punte di crescita eccezionali e presenteranno un incremento ponderale modesto, ma progressivo e costante. Il risultato finale, cioè il peso, sarà pressoché uguale per entrambi i tipi di bambino. Non bisogna dimenticare altresì che ci sono bambini costituzionalmente piccoli. In genere sono figli di genitori piccoli e minuti e, per quanto non possano registrare crescite strepitose, rientrano anch'essi perfettamente nella norma.

A otto mesi rientra nella norma sia il bambino che pesa kg 7,300 kg sia quello che pesa 9,700 kg. La valutazione dell'andamento ponderale deve essere lasciata al pediatra e non ai confronti e all'emotività delle mamme. Nel caso di un accrescimento realmente scarso è opportuno sottoporre il bambino a un accurato controllo medico. Le infezioni delle vie urinarie sono spesso la causa non apparente di uno scarso accrescimento o di un arresto della crescita. Per questo motivo è opportuno eseguire più di un esame delle urine e più di una urinocoltura quando i bambini presentano o scarso accrescimento o arresto della crescita. Altre volte all'origine si celano malattie e infezioni di altri organi (tonsille, bronchi ecc.). In questi casi è utile sottoporre i bambini a specifici esami (esame del sangue, tampone faringeo, test tubercolinico
ecc.). Più importanti ancora sono i disturbi legati al malassorbimento intestinale (ad esempio la malattia celiaca) che devono essere approfonditi con esami specifici.
Ricordatevi che un fisico troppo alto o troppo grasso non sempre è bello.
Bello è un rapporto armonico fra statura e peso!

Commenta
04/05/2010

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Test famiglia

Ti preoccupi troppo dei tuoi figli?

Calcola la data del parto