Il blog delle mamme

La nascita in Italia: numeri e dati



L'ultimo rapporto Cedap (Certificato di assistenza al parto) pubblicato nei giorni scorsi ci permette di fare il punto sulla situazione delle nascite in Italia.

Ieri abbiamo parlato dell'aumento della presenza dei padri in sala parto ma vi sono tantissime altre informazioni interessanti da scoprire ed, in certi casi, su cui riflettere.

L'88,4% delle nascite avviene nelle strutture pubbliche anche se nelle alcune regioni in cui è presente un elevato numero di strutture private la percentuale scende di diversi punti.

Le neo mamme preferiscono affidarsi a strutture medio grandi con il 67% che privilegia Istituti nei quali avvengono in media più di 1000 parti all'anno.

L'età media delle partorienti è di 32 anni per le cittadine italiane e di 29 per quelle straniere e si alza ulteriormente l'età delle primipare: la nascita del primo figlio avviene in media a 31 anni.

Soltanto il 59% delle neo mamme lavora mentre tutte le altre sono casalinghe o disoccupate, un dato piuttosto allarmante ma che riflette bene la particolare condizione di crisi del mercato del lavoro sopratutto per il genere femminile.

Ancora troppo alto il numero dei cesarei, quasi il 38% del totale. Dato grazie al quale ci posizioniamo al primi posti della classifica mondiale dei paesi con il più alto numero di parti chirurgici.

Bene invece il dato sulla analisi prenatali con 4 o più visite di controllo nel 84,6% dei casi sopratutto per le donne con una istruzione medio alta e nelle regioni del nord.

Per quanto riguarda l'amniocentesi, viene effettuata nel 14% dei casi totali. Scendendo nel dettaglio scopriamo però che oltre il 42% delle donne con più di 40 anni ricorre a questo esame.

Interessante anche il dato sulla procreazione assistita che si assesta intorno al'1,14%.

Per quanto riguarda invece i bambini, il 93% dei nuovi nati supera i 2500 grammi mentre soltanto l'1% è gravemente prematuro con un peso inferiore ai 1500 grammi.

La mortalità neonatale si ferma a 2,79 bambini nati morti ogni mille, inferiore di poco alla media europea di 2,89.

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