Il nostro cervello adora i bambini!
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La maggior parte delle persone non sa resistere al sorriso di un bambino. Le guance paffute e gli occhioni grandi provocano in noi una tenerezza incontrollata che ci porta a provare verso di loro una spontanea e immediata empatia.
Secondo Darwin questo accade a causa del nostro istinto di continuazione della specie che ci impedisce di fare del male ai più piccoli. Di diverso parere è invece l'etologo Konrad Lorenz, secondo il quale la “colpa” sarebbe tutta dei tratti somatici tipici dei bambini che ci rimandano a sensazioni piacevoli.
Quale sarà la verità? Un team inglese ha tentato di scoprirlo attraverso le moderne tecniche di studio del cervello. Morten Kringerlbach ed Alan Stein, i due ricercatori dell'Università di Oxford a capo dell'esperimento, hanno sottoposto alcuni volontari a diverse magnetoencefalografie per capire quale area del cervello si attiva alla vista di un neonato.
Non è stato difficile scovarla in quanto, appena messi di fronte ai bambini, i volontari hanno subito sviluppato una maggiore attività cerebrale nell'area mediale orbito-frontale. Si tratta dell'area solitamente utilizzata per ricevere piacere da determinati stimoli esterni, il che significa che il nostro cervello riconosce automaticamente il viso di un bambino come qualcosa di piacevole.
Tutti i soggetti testati hanno reagito allo stimolo indipendentemente dal loro sesso, dall'età o dal fatto se avessero o meno dei figli.
A variare è stata invece l'intensità dell'attività, più forte negli amanti dei bambini e nei genitori ma non necessariamente nelle donne.
Uomini e donne privi (a detta loro) di alcun istinto materno, hanno comunque registrato un aumento di attività nell'area “incriminata”, pur dichiarando di non aver provato alcuna sensazione di tenerezza nei confronti dei bambini visti.
La ricerca proseguirà nei prossimi mesi e coinvolgerà anche diverse donne affette da depressione post-parto, per capire se questa patologia influisce sulla capacità del cervello di riconoscere il bambino come fonte di piacere o se l'attività è presente e deve soltanto essere stimolata.
I risultati del test non permettono di capire se il processo mentale dovuto alla vista del “cucciolo d'uomo” sia di carattere genetico o fisiognomico ma resta il fatto che i bambini restano, secondo il nostro cervello, una delle cose più belle da vedere e sono pochi i casi in cui quest'organo sbaglia.
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