Il blog delle mamme

Il mio parto: seconda parte

Il mio parto: seconda parte
© Thinkstock


Eravamo rimaste alla rottura delle acque, avvenuta alle nove di mattina.

Per le dieci ore successive sono rimasta nella mia sala travaglio-parto attaccata alla macchina per il monitoraggio perché c'erano delle piccole anomalie nel tracciato del battito cardiaco della piccola.

Ho visto decine di ostetriche diverse, tutte a chiedere: Come va? Le sente le contrazioni?

Si perché, nonostante io dicessi che erano dolorose, la macchina le segnava come molto basse e tutti pensavano che io stessi esagerando con le lamentele.
Alle 19 mi hanno visitata, esito: dilatazione a 4 cm.

All'ennesimo: “Signora, non siamo neanche a metà strada, si rilassi” ho perso la ragione ed ho iniziato ad implorare l'induzione o il cesareo.

La nuova ostetrica di turno, una signora prossima alla pensione, decide di credermi quando le dico che ho le contrazioni e mi chiede se voglio sottopormi ad una manovra molto dolorosa ma di sicura riuscita. Non ci penso due volte e le dico di procedere immediatamente.

Vi risparmio i particolari truculenti della cosa, forse non tutte voi conoscete il termine scollamento manuale. Diciamo solo che il canale del parto viene allargato manualmente. Vi giuro che un dolore così, io non pensavo neanche fosse possibile provarlo. Passano venti minuti e le contrazioni si fanno intense e più forti. La macchina continua a non registrarle. Mio marito viene mandato a casa a cenare e con me resta mia madre.

Da questo momento in poi ho un ricordo confuso di quello che successe, il mio cervello ha iniziato a riempirmi di ogni tipo di ormone possibile, endorfine a vagoni.

Ricordo il male atroce e la studentessa di ostetricia che mi dice: non può farle così male, mancano almeno tre ore ancora.

Il solo pensiero di un altro minuto con quei dolori mi ha fatta impazzire. Ho urlato che non ce la facevo più e che avrei iniziato a spingere all'istante.

Mi hanno fatta sdraiare per la visita e, dopo una rapida occhiata sotto alla vestaglia, la ragazzina sbianca e corre al cicalino elettronico a chiamare mezzo reparto.

Panico totale, che succede?! Arriva un sacco di gente in camice e guanti e nessuno mi dice niente. La baby ostetrica dice che è impossibile, che la macchina non segna le contrazioni, che lei non si era accorta di niente ma che in effetti io mi lamentavo parecchio.

Finalmente qualcuno si degna di dirmi cosa succede: “Dilatazione completa signora, si vede già la testa, due spinte ed ha finito”.

Le lacrime di dolore si trasformano in lacrime di gioia. Ci siamo, sto per vedere la mia bambina.

Un attimo, dov'è mio marito?

Lunedì la terza ed ultima parte.

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