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L'obesità dell'adulto viene programmata nell'infanzia?

Ciò che i bambini mangiano nei primi anni non solo assicura loro uno sviluppo adeguato, ma avrà importanti ripercussioni sulla loro salute futura. La nutrizione nel primo anno di vita può essere determinante per lo sviluppo fisico, neurologico e cognitivo non solo nel primo anno di vita, ma anche nelle età successive, svolgendo in un certo senso una funzione di "programmazione".

Obesità adulto dipende dall'infanzia?
© Getty Images

Le abitudini alimentari dei bambini europei

Il progetto ALSALMA è nato con l'obiettivo di valutare come si alimentano i bambini nei primi 36 mesi di vita e stabilire ce ci sono degli squilibri. È stato chiesto alle madri di 93 bambini e 95 bambine di alcune città europee di tenere un diario dietetico per studiare quali alimenti consumavano in 4 giornate non consecutive.

Nel 70% dei casi è emerso che introducevano una quantità eccessiva di calorie rispetto all'apporto raccomandato. Nei primi 6 mesi di età questo eccesso era naturalmente a base di latte, mentre tra i 6 e i 36 mesi era a base di zuccheri e cereali.

Il risultato più sorprendente, però, è stato che in tutte le fasce di età studiate esisteva un consumo eccessivo di proteine, a fronte di un apporto insufficiente di vitamina D e folati.

I bambini in età da asilo mangiano meno dei bebè?

Da 1 a 3 anni il bambino attraversa una fase di transizione tra il periodo della crescita accelerata del lattante e il periodo di crescita stabile del bambino in età scolare. Cresce in modo lineare e sostenuto e prende peso in modo regolare e discreto.

Questo metabolismo più "tranquillo" del bambino a due anni, che frequenta già l'asilo nido, fa sì che abbia bisogno di meno energia (calorie) e mangi meno rispetto a quello cui erano abituati i genitori ("prima mangiava una scodella intera di passato di verdure con pollo!").

Diamo troppe proteine ai nostri figli?

Confrontando i dati raccolti con la dose giornaliera raccomandata (RDA) di ogni nutriente, il consumo di proteine è arrivato al 127% nei bambini entro l'anno di vita, ma fino al 376% in quelli tra 1 e 3 anni. Il consumo elevato di proteine è stato messo in relazione a un peso maggiore nei bambini di 2 anni, con aumento del rischio di obesità futura.

Si ritiene che le proteine in eccesso comportino un aumento di peso perché stimolerebbero la secrezione di un fattore di crescita simile all'insulina (IGF-1) che promuove la proliferazione delle cellule, l'accelerazione della crescita e l'aumento del tessuto adiposo o cuscinetti.

Occorre sottolineare che il superamento di queste quantità di proteine ha riguardato meno del 10% dei bambini nei primi 6 mesi, mentre nelle fasce di età successive (7-12 mesi, 13-24 mesi e 25-36 mesi) il 96, l'88 e il 97% dei bambini rispettivamente consumava oltre il doppio delle proteine raccomandate.

Nei bambini di meno di 6 mesi, la maggior parte delle proteine proveniva logicamente dal consumo di latte. In età successive, l'apporto di proteine derivava dal consumo di carne, pesce e uova e in secondo luogo dai latticini.

Gli autori dello studio rimarcano che "se fosse necessario ridurre l'apporto proteico, questo dovrebbe avvenire a spese dei prodotti con concentrazioni maggiori di proteine, ossia le carni e i latticini".

Quali conseguenze può avere l'eccesso di proteine nei bambini?

Il crescente aumento dell'obesità infantile ha fatto aumentare il livello di interesse e sono stati avviati più studi a livello mondiale, data la nota correlazione con l'obesità dell'adulto, le patologie cardiovascolari e il cancro e le enormi ripercussioni sanitarie di tutto questo.

Sappiamo che il rischio di soffrire di obesità è maggiore quando si consumano molti grassi, zuccheri, grassi saturi e trans oppure alimenti ad alta densità energetica e poveri di fibre e micronutrienti.

Si abusa di dolci, bevanda zuccherate o spuntini tra i pasti e di cibi grassi a tavola, con conseguente aumento delle calorie ingerite e dei livelli di glicemia, circostanze che possono modificare l'appetito dei nostri figli in un'età critica in cui le abitudini si consolidano.

Ora però abbiamo un altro dato: non è solo l'eccesso di grassi o zuccheri a far ingrassare i nostri figli, ma anche l'eccesso di proteine può essere dannoso. L'equilibrio dietetico deve essere l'obiettivo finale. Dobbiamo riconsiderare la frase "finisci almeno la carne".

Perché si insiste tanto su una dieta varia?

D'altro canto, quando una madre mette il bambino a letto con poco più di due yogurt o un bicchiere di latte con biscotti, dopo il rifiuto del pesce o dei fagiolini, forse si sente più tranquilla, ma sta perdendo un'occasione formidabile per educare all'alimentazione varia.

In questo senso, il consumo eccessivo di latte vaccino a partire dal primo anno di vita può limitare il consumo e la diversificazione di alimenti complementari nella dieta (legumi, verdura, frutta...), che è fondamentale per proporre nuovi sapori e nuove consistenze al bambino, facilitando e promuovendo la sua autonomia nell'alimentazione e l'accettazione di un maggior numero di alimenti in futuro.

La somministrazione di una quantità elevata di latte vaccino, superiore a 700 ml al giorno, può contribuire all'ingestione inadeguata di alcuni nutrienti. Questo perché è ricco di proteine e grassi saturi ma povero di grassi insaturi, ferro, vitamina D e folati.

Oggi abbiamo altre prove della necessità di ampliare il consumo di verdure, ortaggi, legumi e frutta e moderare le proteine del latte e della carne per contribuire all'equilibrio nutrizionale e prevenire l'aumento eccessivo di peso nei più piccoli.

Scritto da

D.ssa Susana Domínguez Rovira

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06/02/2015

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