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La montata lattea

I tuoi seni producono colostro sin dalla nascita del tuo bambino. Di conseguenza, se hai scelto l’allattamento materno, la composizione del tuo latte si adeguerà per rispondere esattamente ai suoi bisogni. Tutte le tappe per una buona montata lattea.

La montata lattea
© Getty Images

La lattazione messa a disposizione ben prima della nascita del bambino

La ghiandola mammaria che produrrà latte in caso di gravidanza si forma sin dalla nostra nascita. Così è comune vedere nelle ragazzine uno scolo di latte sulla punta dei loro capezzoli. La ghiandola resta a riposo per tutta l’infanzia per poi riattivarsi durante la pubertà.

Una volta incinta, sotto l’influenza degli ormoni della gravidanza (estrogeno, progesterone e ormone lattogeno placentare), la ghiandola mammaria si sviluppa, i seni diventano più sensibili.

Al 4° mese di gravidanza i seni contengono già una sostanza colostrale. A volte alcune donne riscontrano uno scolo di questo colostro già durante la gravidanza.

Tutto sembra dunque indicare che i seni sono pronti a produrre latte ma, durante questo periodo, il progesterone ne blocca intelligentemente la produzione. Solo dopo la nascita, con il calo della secrezione di progesterone e con la suzione da parte del bambino il latte potrà sgorgare.

Colostro durante i primi due o tre giorni

Pur non avendo le sembianze del latte, il colostro è comunque molto ricco di immunoglobuline, anticorpi che proteggono il bambino dalle infezioni per molte settimane. Certo il latte prodotto dai seni è poco ma la sua ricchezza in proteine lo rende ampiamente sufficiente a nutrire il bambino durante i primi giorni.

Tanto più che in questo periodo lo stomaco del bambino è piccolo come una biglia! Il bimbo preferirà alimentarsi spesso ma in scarsa quantità. Non temere dunque di non avere abbastanza latte. Il bambino ne sarà comunque soddisfatto! Non esitare a metterlo spesso al seno nelle prime ore. La suzione attiverà e amplificherà la produzione di latte man mano che le poppate aumenteranno.

Latte materno sin dal terzo giorno

Non potrai sbagliarti: quando la montata lattea arriverà saprai riconoscerla! Le mamme provano una sensazione di calore a livello dei seni ,che sono più tesi, inoltre potrebbe comparire una febbre moderata. La montata lattea in teoria non è dolorosa e non scatena neanche rossori, come si è portati a credere.

Al momento della montata lattea, la produzione può essere molto forte. Il flusso si regolarizza in funzione della richiesta del bambino. I seni si metteranno a produrre latte spontaneamente quando il bambino avrà fame.

Cosa fare se il latte non basta?

Non si tratta di una fatalità. Prima di tutto, non te la prendere con te stessa perché le donne non sono tutte uguali in questo campo. Alcune producono più di altre perché possiedono più ghiandole mammarie. Altre hanno capacità di stoccaggio maggiori delle altre.

Per stimolare la produzione di più latte:

  • Prova la tecnica della super alternanza mettendo il bambino alternativamente sul seno sinistro e poi sul seno destro. Quando si addormenta o quando è meno attivo su di un seno, mettilo sull’altro per farlo svegliare e fargli ricordare di poppare ancora. E così di seguito.
  • Durante la poppata, per aiutare il bambino, ricorda anche di fare la “compressione della mammella”, senza farti male. Prendi il seno mettendo la mano ben dietro l’aureola, premi la mammella contro la gabbia toracica e avvicina le dita come se volessi farli toccare.
  • Anche il contatto pelle contro pelle favorisce la lattazione. Il semplice contatto della pelle del bambino contro la tua facilita la secrezione degli ormoni.
  • Ricorda di riposarti bene e di portare il bambino con te durante la siesta, in modo da dargli il seno a volontà.
  • Applicare calore provoca la vasodilatazione e contribuisce a far scorrere più facilmente il latte. Un semplice guanto da toilette ben caldo messo posato prima o durante la poppata sulla parte alta del seno può essere d’aiuto.
  • Hai pensato di comprare un tiralatte? Non serve solo a fare scorte di latte per il tuo bambino quando devi assentarti. La sua azione meccanica sul capezzolo contribuisce ad attivare la produzione di latte (da fare tra una poppata e un’altra). I tiralatte elettrici possono essere noleggiati dietro prescrizione. I tiralatte manuali possono essere acquistati in farmacia o nei negozi specializzati.
  • Se sei un’appassionata delle medicine dolci, prova a farti aiutare dalle tisane, soprattutto quelle a base di fieno greco, cardo benedetto, galega. Per quanto riguarda l’omeopatia, ricino e alfalfa possono rivelarsi utili per alcune madri.

Porta pazienza per la contraccezione

La contraccezione proposta alle giovani madri che allattano è a base di progesterone. Ora, al momento della nascita, è il crollo di progesterone a permettere la produzione di latte. È più prudente attendere la 6a settimana per ricominciare la pillola progestativa e nel frattempo orientarsi verso il preservativo o gli spermicidi.

Cosa fare se il latte è troppo?

Se il tuo bambino non riesce a svuotare i seni o se hai molto latte e il bimbo non succhia a sufficienza, può prodursi un ingorgo, rendendoli dolorosi, caldi, a volte arrossati. Se compaiono febbre e sintomi della sindrome influenzale, devi consultare il medico perché potrebbe trattarsi di una mastite.

  • Fai contribuire anche il bambino facendolo poppare al massimo o, se il bambino non può poppare, fai la compressione della mammella o aiutati con il tiralatte.
  • Questa pratica è efficace ma la cosa migliore è cercare di allentare la tensione, invece che cercare di svuotare completamente i seni.
  • Anche praticare massaggi può essere utile.

Una lattazione che varia nel corso delle settimane

Sapevi che, durante l’allattamento, non produci sempre la stessa quantità di latte? La produzione di latte, infatti, varia in base alla richiesta del bambino. Tale richiesta va di pari passo con la crescita del bebè che, a seconda del suo sviluppo, chiederà più latte. Quindi non preoccuparti se il bambino lo reclama più spesso: vuol dire che ha bisogno di più latte e, più succhierà, più latte otterrà. Rimani fiduciosa e non cedere alla tentazione di dare al piccolo un biberon supplementare per timore che muoia di fame. Ricorda che il tuo latte è ciò che c’è di meglio per lui.

Ci sono sempre più professionisti formati per l’allattamento che possono rispondere alle tue preoccupazioni, così come le madri delle associazioni di supporto (come La Leche League, IBCLC, ecc.).

In caso di parto cesareo, niente montata lattea?

Il parto cesareo può effettivamente ritardare la montata lattea (di qualche ora), perché non potrai mettere subito al seno il bambino, come dopo un parto per via vaginale. Devi infatti passare dalla sala del risveglio dove spesso ai bambini non è consentito soggiornare. La suzione del tuo bambino sul tuo capezzolo è però fondamentale perché invia un’informazione al cervello che si mette allora a secretare gli ormoni per la produzione di latte: la prolattina che consente la fabbricazione del latte e l’ossitocina che fa fuoriuscire il latte attraverso il riflesso di eiezione. Non appena possibile, metti il bambino contro la tua pelle e lasciagli il tempo di attaccarsi al seno. Se per lui è difficile, fai uscire un po’ di latte dal tuo seno e bagnagli un po’ le labbra

Sandrine Catalan-Massé

Fonti:

Si ringrazia Christine Baroux, ostetrica del reparto PMI (protezione materna e infantile) del Consiglio Generale del Passo de Calais (Francia) e consulente IBCLC per la lattazione.

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20/01/2015

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