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L'allattamento al seno

La preoccupazione della mamma che allatta esclusivamente al seno per le settimane e i mesi successivi alla nascita è quella di capire se il suo latte è ancora sufficiente (in genere le mamme usano l'aggettivo "buono"). Se diminuisce vistosamente, la mamma se ne accorge anche senza ricorrere alla doppia pesata. Infatti, il bambino che non è soddisfatto dopo il pasto, piange o succhia avidamente il dito o il succhiotto; la madre stessa avverte il seno meno pieno. In questo caso è molto semplice arrivare alla conclusione di mancanza di latte. Apparentemente meno facile è valutare quando il latte materno è ai limiti della sufficienza e quindi non ancora insufficiente.

L'allattamento al seno
© Getty Images

È possibile capire quando il latte materno è ai limiti della sufficienza?

La risposta è sì! Infatti in questo caso il bambino avvisa la mamma diventando stitico (come già accennato, quando il latte materno è abbondante il bambino evacua 5-6 volte al giorno). Quando sta 24-48 ore senza liberarsi, poi evacua una volta e poi di nuovo non si scarica per 2 o 3 giorni, sta dando alla mamma il segnale che il suo latte è ai limiti della sufficienza (infatti mangia, dorme e cresce), ma ha modificato un comportamento che ha attirato l'attenzione.
Ecco cosa accade abitualmente. La mamma telefona: "Dottore il mio bambino è diventato stitico. Prima andava più volte al giorno, ora salta addirittura dei giorni"; "Cosa mangia il suo bambino?", "Solo il mio latte"; "Bene signora continui pure così e se persiste la stitichezza dopo 3-4 giorni provi a stimolare il bambino". A questo punto si lasciano passare alcuni giorni, se la stitichezza (che fra l'altro nel bambino non è un sintomo grave) persiste, si suggerisce di aggiungere nell'alimentazione un pasto di latte artificiale. In genere, così facendo, nei giorni successivi il bambino riprende a evacuare almeno una volta al giorno; se invece lo stato di stitichezza persiste, nei giorni seguenti bisognerà aggiungere un altro pasto di latte artificiale e così via fino a ottenere il ritmo di almeno un'evacuazione giornaliera. L'introduzione di nuovi pasti deve avvenire, in genere, sostituendo in ordine 4 a poppata, 2 a poppata, 3 a poppata, 5 a poppata, 1 a poppata, ma è più corretto chiedere alla mamma le ore in cui sente il seno più vuoto e seguire il suo suggerimento. In linea di massima quando il processo di introduzione di pasti con latte artificiale è avviato, si giunge rapidamente allo svezzamento completo poiché il latte materno si esaurisce.
Al riguardo è interessante segnalare come la comparsa della stitichezza rappresenti un mirabile esempio dell'efficacia con cui il bambino, modificando un suo comportamento, sia in grado di indicare ciò che gli serve senza parlare, purché, ovviamente, la mamma conosca la chiave di lettura del suo linguaggio.

Anche il delicato passaggio dal latte materno al latte artificiale lo facciamo gestire dal bambino e non lo decidiamo noi (mamme e pediatri).

1 L'allattamento al seno - continua ►

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04/05/2010

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