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Allattamento, una storia antica quanto il mondo

Le donne hanno allattato da sempre e lo hanno fatto in maniera diversa a seconda della civiltà a cui appartenevano, della loro classe sociale e dell'ambiente naturale che le circondava. Quella dell'allattamento è una storia che avanza di pari passo con quella dell'intera umanità e che con essa si evolve e si trasforma.

Allattamento, una storia antica quanto il mondo
© Getty Images

Civiltà antiche

Le prime donne alle prese con l'allattamento usavano il loro istinto per capire cosa dover fare. Con il passare dei secoli le vecchie generazioni insegnavano alle nuove il metodo migliore per allattare, le posizioni ed i cibi da scegliere per favorire la produzione di un buon latte.

In quei tempi non esisteva alternativa al latte materno, per questo ogni puerpera pregava la sua dea per tutta la gravidanza affinché le facesse il dono di un latte nutriente ed abbondante.

Le prime teorie e la nascita della “Balia”

La prima testimonianza che abbiamo in merito all'allattamento ci viene fornita da Sorano di Efeso, una sorta di puericultore romano che si interessò di tutti gli aspetti della crescita dei neonati.

Le sue idee rivoluzionarie condizioneranno tutto il metodo di allattamento per numerosi secoli a venire.

Secondo queste nuove regole, il neonato doveva essere alimentato con solo miele bollito per i primi due giorni di vita. Dopo di che occorreva il latte di una donna che non fosse la madre per ulteriori 20 giorni trascorsi i quali la neo-mamma poteva finalmente attaccare al proprio seno il bambino.

Questo perché il latte della partoriente veniva considerato indigesto per il neonato subito dopo il parto.

Ovviamente moltissime donne, utilizzando questo metodo, perdevano la montata lattea e non erano più in grado di allattare dopo i 20 giorni di attesa.

Ecco quindi che nasce la figura della Balia che caratterizzerà la maggior parte della storia dell'allattamento.

Medio Evo

Con il passare dei secoli, l'utilizzo della balia divenne una prassi per ogni puerpera. Secondo un'idea dell'epoca inoltre le donne che allattavano non potevano avere rapporti sessuali con il marito durante tutto l'allattamento perché si sarebbe altrimenti rovinata la qualità del latte. Ovviamente quasi tutti gli uomini incoraggiavano le mogli a prendere una balia per poter continuare ad avere rapporti all'interno della vita matrimoniale.

Pare che anche i corpetti stretti dei vestiti provocassero a lungo andare la rientranza dei capezzoli perso l'interno impedendo così un corretto attaccamento dei neonati al seno.

La scelta della balia era un affare molto serio che coinvolgeva tutta la famiglia. Si pensava infatti che attraverso il latte passassero non soltanto le malattie fisiche ma anche i disturbi psicologici e la scelta doveva quindi ricadere su una donna in ottima salute e di sani principi morali.

Spesso pensiamo che la Balia fosse un privilegio delle classi sociali più alte. Benché inizialmente fosse questa la situazione, nel corso del medio evo anche le donne più povere iniziarono a farne ricorso per poter riprendere a lavorare subito dopo il parto.

Dalla Balia alla Nutrice

A causa dell'alto numero di decessi tra bambini e balie, ben presto i medici si iniziarono ad interrogare su quali fossero i metodi migliori per allattare.

La semplice balia diventa quindi una nutrice, una sorta di ostetrica in grado non solo di fornire nutrimento ma anche cure mediche. Iniziarono ad esserci regole precise e ferree sui tempi di ogni singola poppata, sulla quantità di latte che doveva essere assunto e sull'importanza di fornire al neonato un latte di qualità.

Vennero addirittura effettuati studi sulla qualità del latte confrontando donne bionde, rosse e brune con la vittoria, almeno così pare, delle brunette.

La nutrice non allattava mai più di un bambino alla volta al contrario della balia che invece poteva averne fino a quattro contemporaneamente. Nei letti delle nutrici venivano inserite delle speciali strutture di legno dette “arcucci” che impedivano alla donna di schiacciare nel sonno i bambini.

Il ritorno all'allattamento materno esclusivo

Verso la fine del 1700 venne incoraggiato un ritorno all'allattamento materno da medici e filosofi del tempo. Numerosi personaggi influenti criticavano pubblicamente la scelta delle donne di affidare i propri figli a donne sconosciute e dai dubbi costumi. Non era inusuale inoltre che le nutrici scambiassero i propri figli con quelli a loro affidati per assicurare alla propria progenie un futuro migliore. Le famiglie più ricche iniziarono quindi a rinunciare alle nutrici mentre quelle povere continuavano invece ad utilizzarle. Mentre per i ceti alti la mortalità infantile calò drasticamente, nelle classi povere invece crebbe a dismisura.

Nel corso del diciannovesimo secolo la figura della nutrice andò lentamente scomparendo fino ad estinguersi del tutto agli inizi del 900.

L'arrivo del latte artificiale

Il ventesimo secolo è stato caratterizzato da un grosso cambiamento nelle abitudini di vita delle donne. Se fino a quel momento si erano limitate a seguire la casa ed i figli, con gli uomini in guerra erano loro a doversi recare nelle fabbriche ed il tempo libero che restava loro, era insufficiente per poter allattare tutti i bambini.

Di pari passo iniziarono ad apparire in commercio i primi latti artificiali che consentivano loro di poter conciliare figli e lavoro.

E' solo negli anni 90 che inizia un graduale ritorno alla consapevolezza dell'importanza del latte materno per i bambini e viene incoraggiato l'utilizzo dell'allattamento esclusivo al seno.

 

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20/04/2011

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