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L'allattamento artificiale

L'allattamento artificiale
© Jupiter

Ci sono mamme (in verità molto poche) che sanno di non poter allattare già prima del parto e altre che se ne rendono conto prima della dimissione dal nido. Per questo motivo si deve ricorrere fin dal principio (già in ospedale si provvede a questo) all'allattamento artificiale. In questo caso, nel fare il "compito" per valutare quanto il bambino "voglia" mangiare, si deve procedere nel modo seguente: preparare fin dal primo giorno a casa un'abbondante dose di latte (60-70 g per pasto), lasciando anche in questo caso, come per l'allattamento materno, al bambino la facoltà di scegliere quanto mangiare. Alla fine della poppata bisogna segnare nello schema la quantità di latte introdotto.
Dal punto di vista organizzativo l'allattamento artificiale è più semplice di quello materno, infatti la mamma prepara sempre lo stesso tipo di latte e il bambino ne ha sempre a disposizione la stessa dose; al seno, spesso, a seconda dei pasti, la quantità è diversa. Per questo motivo il bambino allattato artificialmente è più regolare nel numero di pasti, nella quantità di latte assunta e nell'orario. Stabilito che il bambino sarà allattato artificialmente, la mamma dovrà affrontare solo il problema di quando e come aumentare il quantitativo di latte.

È possibile capire quando è ora di aumentare la quantità di latte?

La risposta è sì! Quando il bambino nella metà dei pasti della giornata mangia tutto quanto preparato nel biberon, allora bisogna aumentare la dose!

Quanti pasti deve fare il bambino allattato con latte artificiale?

Molto frequentemente la mamma pone questa domanda: "Dottore, il mio bambino ha X mesi, quanti pasti deve fare?". La risposta è una sola: "Deve fare il numero di pasti che desidera!". In linea di massima il bambino presenta questo comportamento: nel l° mese fa 6 pasti; nel 2° mese passa gradualmente a 5 pasti; nel 3° mese si avvia a 4 pasti per poi mantenerli sempre. Le mamme non devono attenersi scrupolosamente a questo schema, poiché si tratta di indicazioni di massima.
In sostanza, come già espresso, non esiste una regola fissa. Quel che conta è che alla
fine della giornata la somma dell'alimento introdotto, diviso in qualsivoglia numero di pasti, sia adeguata. Circa 150-160 g per ogni kg di peso del bambino (con una variabilità individuale tollerata del 15-20% in più o in meno).

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04/05/2010

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