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Il latte artificiale, un'invenzione che ha cambiato il mondo

Forse come definizione è un tantino esagerata ma senza dubbio l'introduzione del latte artificiale ha portato cambiamenti radicali nelle abitudini delle donne di mezzo mondo.

Il latte artificiale, un'invenzione che ha cambiato il mondo
© Getty Images

Dal latte vaccino alla pastorizzazione

Fin dall'antichità si ricorreva al latte vaccino per alimentare i neonati che non potevano ricevere il latte materno. Con l'avvento delle balie questa pratica andò scomparendo per poi tornare invece in voga alla fine del diciassettesimo secolo a causa di un notevole aumento dei bambini abbandonati nei brefotrofi.

Le strutture erano stracolme di neonati e, per riuscire a sfamarli tutti, dovettero utilizzare nuovamente il latte vaccino.

La mortalità dei bambini alimentati con questo latte era però altissima e si decise quindi di tentare di capire quale dei latti animali fosse il più simile a quello umano. Il risultato fu che non era possibile sostituire il latte materno con altro alimento anche se quello che più si avvicinava alle caratteristiche della donna era quello di asina.

A dire il vero, la colpa non era tutta del latte di per se. Il reale problema erano le condizioni in cui le mucche venivano allevate e la scarsa igiene generale della conservazione del latte e dei primi biberon.

E' con Louis Pasteur e le sue tecniche di sterilizzazione che, alla fine del 1800, si iniziò a praticare la pastorizzazione del latte. In realtà Pasteur aveva sperimentato il suo metodo soltanto su vino, aceto e birra e non risulta che abbia mai tentato di pastorizzare il latte.

Fu invece il chimico tedesco Franz von Soxhlet a creare i primi pastorizzatori domestici ma non vennero utilizzati fino al primo decennio del 900 a causa della scarsa fiducia nelle nuove tecniche che iniziavano a prendere piede in ogni ambito.

 

Dalla zuppa di malto al latte in polvere

E' sul finire del diciannovesimo secolo che iniziarono gli studi per creare alimenti per l'infanzia sostitutivi al latte materno. Il primo esperimento venne fatto da Justus von Liebig nel 1865 con l'ideazione di una pappa a base di malto.

Pochi anni dopo, nel 1867, un industriale svizzero,Henri Nestlè, inventò la prima farina lattea da cui ebbero poi origine tutte le tipologie di latte in polvere successive.

La tecnica di produzione era innovativa, il latte veniva scaldato a temperature elevate all'interno di due cilindri rotanti. L'acqua contenuta nel siero evaporava lasciando soltanto la parte solida e secca del latte sul fondo del contenitore.

La produzione moderna mantiene ancora oggi alcune della caratteristiche originarie anche se le tecniche si sono modernizzate con l'avanzare dei decenni.

Il latte artificiale “moderno”

Le grandi “famiglie” di latte artificiale attualmente in uso sono quattro: latte adattato, latte di proseguimento, latte di soia e latte H.A.

I latti adattati, o di tipo 1, sono quelli con la composizione più simile al latte materno. Il latte vaccino viene appunto “adattato” per essere un valido sostituto del latte materno.

Le principali modifiche effettuate sono la riduzione delle proteine presenti per rendere il prodotto più tollerabile per i reni del bambino, la sostituzione di una parte dei grassi animali con quelli di origine vegetale ed una riduzione dei minerali, troppo abbondanti nel latte vaccino.

Il latte di proseguimento, o di tipo 2, è più ricco di vitamine, minerali, proteine ed acidi grassi rispetto a quello di tipo uno e corrisponde all'esatto apporto nutritivo necessario per un bambino dai 5 mesi all'inizio dello svezzamento.

Il latte di soia viene usato nei casi di intolleranza al latte vaccino. La composizione è la stessa del latte di tipo 1 ma le proteine contenute sono quelle della soia ed i grassi sono costituiti da oli vegetali.

Il latte H.A.è quello ipoallergenico che viene utilizzato dai neonati predisposti a soffrire di intolleranze ed allergie (ad esempio se ne sono affetti uno od entrambi i genitori). Le proteine del latte vaccino vengono frammentate del tutto diventando così altamente digeribili.

Esistono poi diverse tipologie di  latti “speciali” dedicati a diverse esigenze specifiche dei neonati.  Si tratta di  latti parzialmente adattati, addizionati di ferro, acidificati, anti-reflusso, a ridotto contenuto di lattosio o con un elevato contenuto vitaminico.

Negli ultimi anni sono state create anche tipologie di latte in vendita allo stato liquido che, sostanzialmente, è identico a quello in polvere con la sola differenza di essere già diluito.

Il biberon

Esistono molte testimonianze secondo le quali, i neonati alimentati a latte vaccino, venivano attaccati direttamente alla mammella delle mucche. Vista la scarsa igiene e la poca praticità di questo metodo, si iniziarono ad utilizzare delle sacche in peltro attraverso il quale il bambino stesso filtrava il latte. Intorno al 1600 comparvero i primi poppatoi in ceramica con tettarelle in tela e spugna. Non era possibile riuscire a pulirli perfettamente ed i casi di malattie intestinali nei neonati erano moltissimi. Esisteva in particolare una tipologia di “biberon”, Siphonia, che veniva comunemente chiamato “la bottiglia della morte”, tanti erano i casi di neonati deceduti in seguito al suo utilizzo. Soltanto nel 1800 si iniziarono ad utilizzare contenitori in vetro che potevano essere sterilizzati tramite bollitura mentre la prima tettarella in gomma venne inventata nel 1845.

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20/04/2011

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