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Caffeina e bambini: quali sono gli effetti della caffeina sui bambini?

Anche se è naturalmente presente nel caffè, nel tè e nel cioccolato, la caffeina1 viene anche aggiunta ad alcune bibite. Queste ultime sono particolarmente apprezzate dai bambini, che chiedono di berle anche tutti i giorni. A quanta caffeina sono esposti i più piccoli? Esiste un limite da non superare? Se sì, come rispettarlo?

La caffeina e i bambini
© Getty Images

In quantità ridotte, la caffeina produce effetti stimolanti ben noti e piuttosto positivi. Ma oltre una certa quantità, che varia in funzione delle persone, può comunque causare alcuni disturbi come irritabilità, mal di testa o difficoltà di addormentamento.

L'effetto caffeina: da non sottovalutare

In piccole dosi, la caffeina1 genera una serie di effetti piuttosto positivi: favorisce la capacità di concentrazione e un'intelligenza brillante. Ciò nonostante, le persone più sensibili possono sentirsi irritabili, avere palpitazioni e avvertire difficoltà ad addormentarsi bevendo una sola tazza di caffè2,3.

In dosi massicce, la caffeina produce effetti simili a quelli dell'adrenalina, determinando un'accelerazione del metabolismo, l'aumento della pressione arteriosa, oltre che del ritmo cardiaco e respiratorio... In casi estremi, la caffeina provoca tremori, mal di testa, vertigini e disturbi digestivi (crampi addominali, nausea, vomito). Un consumo persistente di caffeina può indurre una dipendenza che si manifesta con sintomi di astinenza, qualora se ne interrompi bruscamente il consumo (mal di testa, irritabilità, stanchezza...).

È comunque difficile stabilire la quantità massima oltre cui compaiono gli effetti sgradevoli della caffeina. Se nella maggior parte dei casi occorrono da 3 a 4 ore per eliminare metà della dose assorbita, alcune persone impiegano più di 10 ore per smaltirne l'effetto, e questo a causa di caratteristiche genetiche o di circostanze particolari (gravidanza, assunzione concomitante di alcol, malattia epatica...). Inoltre, un consumo regolare di caffeina attenua l'insieme degli effetti, sia quelli positivi sia i negativi.

Considerando inoltre la velocità di eliminazione della caffeina da parte dell'organismo, quindi del suo accumulo potenziale, il Dr. Jean-Michel Cohen*, nutrizionista, raccomanda di non consumare più di 300 mg di caffeina ogni 6 - 8 ore. Le autorità sanitarie ritengono, infatti, che se assunta in quantità inferiori a 300 - 400 mg al giorno4, la caffeina non determina particolari problemi.

Come valutare gli apporti di caffeina?

Presente nelle foglie, nei frutti o nei semi di molti vegetali, la si trova "naturalmente" nel caffè, nel tè, nel cacao, nel guaranà o nel matè... Ma anche in altre bevande, in particolare nelle bevande gassate (coca-cole con caffeina, tè freddi, bevande energetiche5) e in alcuni farmaci. Nel caffè, la concentrazione di caffeina differisce in funzione delle varietà e della modalità di preparazione. In media, la concentrazione è di 400 mg/l per il caffè istantaneo (60 mg per tazza), risultando invece più scarsa nel tè e nei prodotti a base di cioccolato2, 3.

Nelle bevande gassate, poiché i produttori non hanno l'obbligo di indicare la presenza di caffeina, quando è inferiore a 150 mg/l, a maggior ragione non sono tenuti a indicarne la concentrazione. Le analisi dimostrano che varia dal 100 al 300% nelle bevande gassate contenenti caffeina, con una concentrazione inferiore a 30 mg/l per le coca-cole distribuite dai marchi dei supermercati, e superiori a 100 mg/l per la Pepsi® e la Coca Cola®, con una concentrazione record di 118 mg/l per la Coca Cola® light. Nei tè freddi, la concentrazione di caffeina oscilla tra 30 e 70 mg/l6.

In conclusione, è solo sull'etichetta apposta sulle bevande energetiche che è possibile trovare cifre precise. La concentrazione di caffeina è generalmente compresa tra 300 e 400 mg/l2.

La caffeina: quali raccomandazioni per il bambino?

Considerando l'impatto prodotto dalla caffeina nei più giovani, il Consiglio europeo di informazione sull'alimentazione (EUFIC) precisa3: "In genere, i bambini hanno la stessa capacità di elaborare la caffeina degli adulti. Alcuni studi hanno rivelato che cibi e bevande contenenti caffeina, assunti in quantità moderate, non producono alcun effetto rilevante sull'iperattività o sul livello di attenzione dei bambini. Ciò nonostante, nei bambini sensibili, dosi massicce di caffeina possono causare effetti temporanei come eccitazione, irritabilità o ansia". Insomma, le stesse conseguenze che si riscontrano negli adulti.

Se l'EUFIC non fissa un limite specifico per i bambini, è comunque indispensabile tenere conto del loro peso, in genere scarso. Se si considera la dose massima giornaliera ritenuta innocua nell'adulto4, la quantità di caffeina da non superare nel caso di un bambino di 20 chili (peso medio intorno ai 7 anni) è di 100 mg.

Stati Uniti e Canada stimano che i bambini potrebbero essere più sensibili alla caffeina e per questo hanno fissato un limite di 2,5 mg per chilo2. La dose massima giornaliera consentita è quindi ridotta a soli 50 mg per un bambino di 7 anni...

In teoria, i bambini non consumano caffè o tè. Infatti, assumono principalmente caffeina dai prodotti a base di cioccolato e, sempre più frequentemente, dalle bevande contenenti caffeina. L'EUFIC stima che in un bambino di 10 anni le bevande gassate possano apportare fino a 160 mg di caffeina al giorno3. Nei più grandi, le quantità possono essere di gran lunga superiori, in particolare se amano le bevande energetiche, come Red Bull®, Monster®, Burn®.... La Dr.ssa Marie-Laure Frelut**, pediatra, sottolinea: "I genitori mi riferiscono che i loro figli sono sovraeccitati o fanno fatica ad addormentarsi. È difficile non porsi delle domande di fronte a queste evidenze".

Come fare in pratica?

Il modo più semplice è ragionare in termini di quantità. A grandi linee, si può considerare che la dose di caffeina contenuta in una tazza di caffè istantaneo (150 ml), due lattine di coca cola "di marca" (660 ml), una bottiglia di tè freddo (1500 ml), una lattina di bevanda energetica (250 ml) o in 100 g di cioccolato nero è equivalente. Questa quantità corrisponde alla dose massima giornaliera raccomandata per un bambino di età compresa tra 10 e 12 anni, va ridotta però di un terzo tra i 7 e 9 anni e di metà tra i 4 e i 6 anni2.

Nella tabella sottostante vengono elencati alcuni riferimenti sulle quantità e sulle concentrazioni di caffeina
nei prodotti in commercio:

Arial,serif;">Alimento o bevanda contenente caffeina Quantità media di caffeina per porzione
Concentrazione media di caffeina (mg/l)

Bevanda energetica

Da 70 a 100 mg per lattina da 250 ml

280-400

Bevanda gassata con caffeina

Da 7 a 42 mg per lattina da 330 ml

30-130

Tè freddo

Da 40 a 70 mg per litro

40-70

Caffè espresso

75 mg per tazza da 28 ml

2 700

Caffè istantaneo

Da 50 a 70 mg per tazza da 150 ml

330-470

Da 30 a 50 mg per tazza da 230 ml

130-200

Latte al cioccolato

8 mg per tazza da 230 ml

35

Tavoletta di cioccolato

Da 4 a 20 mg per un quarto di tavoletta

Da 16 a 80 mg per 100 g

 

Nei bambini di età inferiore a 4 anni, il Dr. Cohen consiglia di evitare l'assunzione di bevande zuccherate, comprese le bevande gassate a base di caffeina: "I bambini più grandicelli possono consumare da una a due lattine al giorno di bevande contenenti caffeina, in funzione dell'età. Non solo per la presenza della caffeina, ma anche dello zucchero contenuto nelle bevande gassate".

È possibile optare per versioni "light"? "Meglio evitare l'aspartame, dal momento che gli effetti che produce sull'assimilazione allo zucchero sono ancora poco noti nel bambino", prosegue il Dr. Cohen. "Le bevande gassate contengono sostanze non sempre identificate o discutibili, sono acide per i denti e fanno persistere il gusto zuccherato", conclude la D.ssa Frelut. "Se si considera che i bambini consumano già caffeina attraverso i prodotti a base di cioccolato, sconsiglio vivamente ai genitori di far assumere queste bibite ai figli, proprio perché non apportano nulla di buono."

Ma sono le bevande energetiche, spesso consumate dai bambini più grandi, e in particolare dagli adolescenti, a destare maggiore preoccupazione nella pediatra: "Una lattina contiene l'equivalente di uno o due caffè. Inoltre, queste bevande sono spesso associate all'alcol, che ritarda l'assorbimento della caffeina". Il Dr. Cohen si rammarica inoltre della banalizzazione da parte dei giovani che finisce semplicemente per favorire la dipendenza dalla caffeina. Proprio da questa dipendendenza discendono i sintomi di astinenza e il consumo di alcol, poiché il gusto è camuffato dal forte tenore di zuccheri.

Audrey Plessis

Fonti:

*Il Dr. Jean-Michel Cohen è medico-nutrizionista, autore di diversi libri sui regimi alimentari, tra cui "Saper dimagrire. Ciò che è importante sapere per perdere peso in modo sereno e intelligente" (edito in Italia da Fabbri Editori). 
**La D.ssa Marie-Laure Frelut è pediatra, specialista in obesità infantile presso l'Hôpital Robert Debré di Parigi (AP-HP).

1. Il nome scientifico della caffeina è 1,3,7-trimetilxantina. È anche denominata teina, guaranina, metilteobromina, metilteofillina. 
2. Boissons énergisantes : risques liés à la consommation et perspectives de santé publique, Institut National de santé publique du Québec, novembre 2010
3. Mythes et réalités sur la caféine (2002) e Caféine et santé (2007), pubblicato sul sito del Consiglio europeo di informazione sull'alimentazione (EUFIC)
4. Ovvero da 5 a 6 mg per chilo di peso corporeo (considerando che un adulto pesa in media tra 60 e 70 chili).
5. Da non confondere con le bevande energetiche destinate al consumo da parte degli sportivi.
6. "Colas, sodas... ce que vous buvez vraiment", dossier contenuto nella rivista 60 millions de consommateurs n°473, luglio-agosto 2012

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12/12/2012

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