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Il compito

Abbiamo capito che, lasciato libero di esprimere le proprie esigenze, il neonato cerca e sicuramente trova (è tutt'altro che stupido!) il miglior tipo di alimentazione per se stesso. A voler fare le cose in maniera esemplare, ritengo che sia importante consigliare alle mamme il piccolo sacrificio di prendere nota di tutto ciò che fa il loro bambino riguardo all'alimentazione nei primi 10-12 giorni di vita. Ciò può avvenire attraverso lo svolgimento del cosiddetto "compito": tenere con una certa precisione un diario giornaliero della sua alimentazione. È sicuramente un "compito" noioso e in parte complicato, in particolare per una neo-mamma che torna a casa e deve occuparsi di tante cose. Ma con l'aiuto del papà è una mansione fattibile e soprattutto molto utile, che compensa abbondantemente della fatica fatta. Nell'arco di pochi giorni consente infatti di risolvere, in modo definitivo e senza dubbi, l'importante questione dell'alimentazione del neonato. Ritengo che sia sempre utile farlo; tuttavia di fronte a una situazione di latte materno abbondante fin dai primi giorni, si potrebbe anche soprassedere, anche se per alcune madri potrebbe essere motivo di orgoglio mettere in evidenza la propria capacità di nutrici.

Il compito
© Jupiter

Svolgere il "compito" è importante sia nel caso di allattamento materno sia in quello di allattamento artificiale.
Vediamo un esempio: supponiamo che alle 17,30 il vostro bambino abbia fame.
Non è difficile intuirlo: prima dormiva tranquillamente sereno e immobile, ora comincia a muoversi, fa sentire debolmente la sua "voce", talvolta compie atti di suzione, e se non gli si dà retta accenna un pianto sommesso che diventa francamente deciso se non ci si occupa di lui. È ora della pappa! Per prima cosa segnate l'ora sullo schema nella colonna "orario", poi (per una compilazione corretta è necessario sapere quanto mangia il bambino a ogni pasto) pesatelo prima del pasto, lasciando la bilancia sul peso trovato; quindi attaccatelo al seno, tenendolo in linea di massima non più di 10 minuti per parte, e pesatelo di nuovo alla fine della poppata. La differenza di peso della doppia pesata indica la quantità di latte materno introdotta (se la bilancia prima segnava 3,300 kg e poi 3,340, significa che il bimbo ha mangiato 40 g). Tale quantità va riportata nello schema nella colonna "latte materno". Attenzione: alla doppia pesata non è necessario che il bambino sia svestito poiché non ci interessa il suo peso, ma la differenza di peso fra prima e dopo il pasto!
Se al termine della poppata, qualunque sia la quantità di latte introdotta, il bambino si addormenta vuol dire che è soddisfatto. A questo punto potete metterlo a dormire senza alcuna preoccupazione! Se invece, indipendentemente dalla quantità di latte introdotta, il bambino non è soddisfatto, non si addormenta e dopo qualche minuto si mette a strillare, è necessario offrirgli un'aggiunta di latte artificiale: se il bambino ha ancora fame, ne succhierà un po", e si dovrà segnare la quantità assunta nella casella "latte artificiale" dello schema; se il piccolo è sazio, rifiuterà l'aggiunta di latte artificiale e la sua eventuale irrequietezza non sarà dovuta alla fame (è questa un'evenienza rarissima); in questo caso consultate il pediatra.
Nelle mamme può però sorgere una legittima domanda: "Perché, se il bambino non è soddisfatto, non posso riattaccarlo al seno?". Cercherò di spiegare: di solito il bambino svuota il seno nei primi 5 minuti, quindi se è stato attaccato per 10 minuti e non ha succhiato a sufficienza, è corretto ritenere che probabilmente non c'era più latte.
Tuttavia con i bambini non si devono mai usare regole rigide, per cui se, riattaccandolo al seno, verificate che il bambino riesce ad aumentare la quantità di latte introdotto di 30 g o addirittura 40 o 50 g, avrete fatto bene a riporgergli il seno. Ma sarebbe comunque un caso eccezionale. Il pasto successivo sarà il bambino a chiederlo.

È assolutamente sbagliato imporre un orario, ma sappiamo che normalmente la pausa tra un pasto e l'altro varia dalle 2 ore e mezzo alle 4 ore. In caso diverso è meglio consultare il pediatra, che potrà valutare la situazione intervenendo oppure tranquillizzandovi. Ovviamente anche per questo pasto si segnerà sullo schema quanto il bambino introduce. Come è previsto dalle voci dello schema, è altrettanto importante annotare le feci e gli eventuali (molto rari) episodi di rigurgito o vomito.
Alla fine della giornata è importante fare il totale di tutte le voci. Il "compito" deve essere svolto per una decina di giorni (non meno di 7) e poi, consultando un pediatra (che si meraviglierà e che, c'è da augurarsi, si complimenterà della precisione e dell'utilità del vostro schema), si deciderà l'alimentazione per il bambino.
Ecco dunque il segreto di una corretta alimentazione: è il bambino stesso a scegliere tempi e quantità e non voi mamme né tantomeno noi pediatri, che ci guarderemo bene dal correggere ciò che vediamo scritto e che funziona. Il risultato in genere è talmente soddisfacente che la mamma (e sono quasi tutte!) si meraviglia del fatto che il figlio, dopo qualche giorno di assestamento, mangia e dorme e che, in definitiva, impostare la sua alimentazione è stato veramente semplice! E soprattutto il bambino non è quell'esserino difficile da gestire e che piange sempre come aveva temuto e come, forse, aveva sentito raccontare da amiche e parenti!
In realtà nessuna meraviglia per il suo comportamento, perché con queste semplici regole vengono soddisfatti in pieno i suoi fabbisogni naturali e quindi non ha motivo di lamentarsi! In sintesi, il "compito" ci ha consentito di dare al bambino la possibilità di esprimere esattamente e compiutamente tutte le sue esigenze.
Abbiamo utilizzato il bambino come... pediatra! Dal nostro schema compilato si possono rilevare tre ordini di comportamento differenti.
1) Il bambino mangia a ogni pasto una notevole quantità di latte materno (70- 80-100 g) senza praticamente alcuna aggiunta. In questo caso le conclusioni sono:
il latte è adeguato, il bambino è perfettamente soddisfatto del latte materno.
Le indicazioni saranno: non compilate più lo schema, pesate il bambino una volta alla settimana per valutarne la crescita (che è l'unica cosa che adesso conta!) e proseguite con l'allattamento materno esclusivo.
2) Il bambino introduce a ogni pasto pochissimo latte materno (5-10-20 g) e poi integra con aggiunte molto abbondanti di latte artificiale (60-70-80 g) o compie addirittura pasti completi di latte artificiale. In questo caso si apprezza il lodevole tentativo della mamma, ma se dopo 10-12 giorni il latte materno non è ancora arrivato è inutile insistere, non arriverà più! Nessun problema e soprattutto nessun dramma, si proseguirà con l'allattamento artificiale completo. Le indicazioni saranno: non compilate più lo schema, pesate il bambino una volta alla settimana.
3) Il bambino mangia una modesta quantità di latte materno (30-40-50 g) e poi, per tutti i pasti o alcuni, necessita di un'aggiunta. In questo caso si suggerirà alla mamma di attaccare sempre prima il bambino al seno e poi di somministrare delle aggiunte, avendo però l'accortezza di mettere nel biberon una quantità abbondante di latte artificiale in modo che il bambino abbia a disposizione tutto l'alimento che desidera.
In questo modo potrà assumere la quantità di latte di cui ha realmente bisogno (in pratica deve avanzarne un po" nel biberon). Se il latte materno è particolarmente scarso, si potrebbe essere costretti a dare 1 o 2 o 3 pasti completi di latte artificiale, lasciando per i rimanenti pasti il latte materno più eventuali aggiunte.
Nei casi 2 e 3 ci troviamo di fronte a un allattamento misto, destinato inevitabilmente a diventare in breve artificiale. Mettetevi il cuore in pace. Un allattamento misto non diventerà mai un allattamento materno completo!
Abbiamo condotto il bambino a scegliere l'alimentazione migliore per lui e abbiamo sicuramente fatto un bel passo in avanti. Ma è importante che, oltre a mangiare in modo giusto, il bambino digerisca perfettamente quello che introduce. Perché se digerisce bene, assorbe altrettanto bene e di conseguenza cresce e questa è in effetti la cosa più importante per il neonato e il lattante.
Il teorema è: mangiare in modo corretto + digerire e assorbire = crescere.

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04/05/2010

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