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Buone abitudini alimentari, sin dai primi mesi!

A partire dal sesto mese, bisogna introdurre nuovi sapori nell’alimentazione del bebé. Ma attenzione a non sbagliare! La diversificazione alimentare è infatti il momento cruciale per dare al piccolo buone abitudini alimentari che manterrà crescendo.

Abitudini alimentari del bebé
© Getty Images

Dalla nascita ai tre anni circa, il bimbo cambia molto rapidamente, ciò richiede un adattamento costante da parte dei genitori.
Alimentazione: l’attenzione è d’obbligo. Un regime alimentare diversificato, ma studiato per la sua età e i suoi bisogni, è la garanzia di una crescita equilibrata.

Abitudini alimentari in evoluzione

"Fino ai cinque mesi il latte, per i bimbi che non sviluppano allergie o intolleranze, rimane l’alimento principale. Dopo, si possono introdurre nuovi sapori. E’ il momento della diversificazione alimentare. La prima tappa è l’introduzione di frutta e verdure semplici, come la patata, la carota, la zucchina, la banana, la mela o ancora la pera" spiega la dott.essa Julie Salomon, capo reparto di gastro-enterologia pediatrica dell’ospedale di Necker a Parigi. Più tardi, approssimativamente al settimo o ottavo mese, è importante far assaggiare al bimbo carne bianca e pesce. "Cotti a vapore, verdure e carne o pesce devono essere frullati, prima di darli al bimbo",  continua la dott.essa Salomon. Ma, sebbene variare l’alimentazione sia di capitale importanza, è comunque fondamentale farlo gradualmente. Quindi, dagli un nuovo alimento ogni tre o quattro giorni, in modo di accertare l’eventuale insorgenza di una allergia e abituare l’apparato digerente del piccolo.

Presta attenzione ai suoi gusti

"Dall’inizio della diversificazione, i gusti del bimbo si formano. Ci si rende subito conto delle sue preferenze. Se è giusto rispettare il rifiuto, è molto importante proporgli con regolarità gli alimenti rifiutati sotto diverse forme: pezzettini, pappette o zuppa, per esempio. Poco alla volta, potrebbe cominciare ad apprezzarli", aggiunge la dottoressa Jane Languepin, pediatra presso il reparto di maternità dell’ospedale di Limoges.
All’età di due anni, i bimbi esprimono delle preferenze. Tuttavia, le loro abitudini alimentari dipendono spesso da quelle della famiglia. "In genere un bimbo ha il diritto di rifiutare, al massimo, tre alimenti ma non deve in alcun caso dettare il menu o non mangiare a tavola e smangiucchiare dopo. Un’abitudine simile è spesso il risultato di una scorretta diversificazione e conduce a patologie preoccupanti, quali l’obesità ", osserva la dottoressa Languepin.

Gestisci al meglio la neofobia


E’ importante riuscire a distinguere il semplice rifiuto di un alimento dalla fobia. La neofobia alimentare è un fenomeno che colpisce i bimbi tra i 2 e i 10 anni, si tratta della paura di assaggiare nuovi alimenti. Niente di grave, questa fobia risponde comunque a cause precise. Per gli specialisti, l’origine risiede o nell’opposizione ai genitori, o in una ricerca di sicurezza, in particolare contro gli alimenti proposti a scuola, o infine a una ricerca di autonomia. Questa paura, espressa soprattutto nei confronti di frutta e verdura, può essere piena di conseguenze, se gli episodi si ripetono. "E’ necessario combattere il rifiuto sin dall’inizio. Con minacce e costrizioni non si va da nessuna parte. Proponi piuttosto al piccolo di aiutarti in cucina. Spiegagli qualcosa in più sul cibo rifiutato e mangiate in un clima conviviale", consiglia la dott.essa Languepin. In altre parole, i genitori devono assolutamente distinguere l’amore, dall’apprensione e dall’educazione.
 Insistere per far assaggiare un alimento nuovo al bimbo non fa di te un pessimo genitore, tutt’altro! Tuo figlio ti ringrazierà in futuro!


Laurie Fourcade

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20/07/2015

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