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Alimentazione del bambino dal sesto mese all'anno
 
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Dal sesto al settimo mese

Dal sesto al settimo mese
© Jupiter

Tra il 6° e il 7° mese l'alimentazione prevede l'introduzione del glutine, proteina contenuta in molti cereali e nel grano (responsabile della malattia celiaca nei bambini predisposti). Di conseguenza nel brodo di verdura la farina di riso può essere sostituita con qualunque tipo di farina di cereali o con la pastina. E il pasto di brodo di verdura assumerà da ora in poi la dignità di "minestrina". L'introduzione degli alimenti contenenti glutine deve essere graduale. Non esiste in realtà nessuna ragione scientifica per suggerire questa gradualità, tuttavia non si sbaglia mai se, per quanto concerne l'alimentazione, si procede a piccoli passi.
Dal 6° mese è possibile sostituire l'omogeneizzato o il liofilizzato con la carne fresca.
In questo caso si procederà in questo modo: nella preparazione del brodo si fa bollire la carne con le verdure e così si avrà un brodo di verdura e carne.
Poi si prendono 30 g di questa carne bollita, si frullano e si aggiungono alla minestrina.
È preferibile iniziare con pollo, vitello, tacchino, coniglio e poi passare al manzo. La sostituzione degli omogeneizzati con la carne frullata non è indispensabile, ma può essere utile per abituare il bambino a un cibo meno omogeneo.
Se per motivi di organizzazione preferite continuare con l'omogeneizzato, sappiate che potete tranquillamente farlo. Personalmente, in accordo con molti pediatri, lo consiglio.
Intorno al 7° mese si può passare dal latte artificiale di proseguimento al normale latte vaccino (di latteria). A questo proposito ritengo opportuno aprire una parentesi: nel tentativo di offrire al bambino un cibo sempre più raffinato le case produttrici propongono latti artificiali da somministrare per molti mesi ancora dopo il 7° mese (si parla di darli fino al 2° anno!). Molti pediatri consigliano alle mamme questi latti che vengono definiti "per la crescita". Le motivazioni "scientifiche" alla base di queste indicazioni non mi convincono sufficientemente per giustificarne il costo (nettamente superiore al latte vaccino) e neppure l'impiego. I bambini digeriscono, assorbono e crescono altrettanto bene con il latte vaccino!

Il latte vaccino

A questo punto è bene parlare di latte vaccino che, per le molteplici differenze rispetto a quello materno, deve essere somministrato con opportuni accorgimenti.
Come si può rilevare dalla tabella illustrata sotto, la composizione dei due tipi di latte è molto differente, solo l'apporto calorico è analogo (640-720 Calorie per litro). Le proteine e i sali minerali sono contenuti in quantità tre volte maggiore nel latte vaccino, mentre i carboidrati (o zuccheri) e, in misura minore, i grassi sono contenuti in quantità inferiore. Pertanto proprio per queste caratteristiche il latte vaccino deve essere "corretto" mediante diluizione con acqua. Si ottiene così una riduzione della quota di proteine e di quella di sali, ma nel contempo diminuiscono anche altri componenti. Se, al 7° mese, la ridotta quantità di grassi non costituisce un problema, è invece necessario aggiungere carboidrati per riportare la loro quota a livello ottimale.

1 Dal sesto al settimo mese - continua ►

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04/05/2010

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