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Alimentazione del bambino dal sesto mese all'anno
 
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Alcune utili precisazioni

È importante ricordare alle mamme (e perché no, anche alle nonne) che il bambino è un "mangiatore serio". Mangia per vivere e non vive per mangiare. Preferisce mangiare sempre le stesse cose, e in genere mostra riluttanza verso cibi e gusti nuovi. Come già detto, è quindi inutile la ricerca di nuovi gusti, che spinge alcune mamme a preparare menu ricercati per i bambini dai 6 ai 12 mesi. Non sentitevi in colpa se, per mancanza di tempo, non trasformate l'alimentazione di vostro figlio in un esercizio di alta cucina. Molte mamma si rivolgono preoccupate ai pediatri, lamentando che, ad esempio, i loro bambini di un anno mangiano "ancora" gli omogeneizzati o i liofilizzati! È dovere dei pediatri tranquillizzarle.

Alcune utili precisazioni
© Jupiter

L'alimentazione del bambino è una cosa seria e sarà seria soprattutto se sarà semplice.
Pasti preparati con composizioni elaborate possono educare il piccolo a gusti, odori e anche colori diversi, ma dal punto di vista nutrizionale non offrono nulla di più rispetto ai pasti a base di omogeneizzati o liofilizzati, quindi in pratica non sono indispensabili.

Monotonia alimentare non significa cattiva alimentazione, né porta il bambino all'inappetenza. Non a caso nell'indicare l'introduzione di cibi nuovi ho sempre volutamente usato il verbo "si può" o non "si deve" per chiarire che l'alimentazione del bambino dopo lo svezzamento non deve essere caratterizzata da un'imposizione forzata (sarebbe un grave errore e per di più controproducente).
Deve essere un processo di scoperta di un aspetto importante della vita, condiviso fra genitori e figli, che deve portare il bambino con estrema dolcezza e disponibilità ad assumere i cibi per lui più adeguati, che devono comprendere due alimenti fondamentali: il latte o i suoi derivati e la carne o i suoi sostituti.
Quando, talvolta, i bambini nel primo anno di vita non mangiano ciò che viene abitualmente preparato, non è perché siano stufi del solito cibo. È perché non hanno fame! Va quindi ricercato il motivo dello scarso appetito.

Quando bisogna cominciare a preparare cibi più complessi?

Quando il bimbo, intorno all'anno, seduto al tavolo con i genitori che mangiano, dimostra interesse verso le loro pietanze. In questo caso è giusto fargliele assaggiare, e in genere il bambino mostra di gradirle. Tuttavia il giorno dopo, piene di entusiasmo, quando gliele proporrete lui le assaggia e poi le sputa reclamando il suo vecchio pasto.
Comincia così un "meraviglioso periodo" di reciproca conoscenza fra genitori e figlio fatto di alimenti buttati per terra, sulle pareti, sui vestiti ecc.

Quando bisogna iniziare con il cucchiaino?

Non esiste un termine di tempo preciso. Qualunque momento è adatto, purché lo voglia il bambino. In linea di massima, se non vi sono problemi di altro genere, si può concedere il biberon per i primi 6 mesi di vita e successivamente, con l'introduzione delle pastine e dei biscotti, si può cominciare a usare il cucchiaino.
Attenzione, alcuni bambini si adattano con una certa fatica; in questo caso non bisogna né forzarli né abbandonare i tentativi, ma trovare un giusto equilibrio fra biberon e cucchiaino.

Il bambino deve mangiare tutto il pasto preparato?

Il bambino mangia quanto vuole. Se per caso avanza del cibo, non deve assolutamente essere forzato. Qualche volta, specie nei primi tempi dello svezza- mento, può non farcela a mangiare tutto il pasto "diverso dal latte", quello che poi chiameremo "la minestrina". In questo caso è buona regola ridurre il quantitativo di brodo, lasciando invariati i contenuti di olio, farina di riso e carne. Altre volte il bambino, verso i 7-8 mesi, mostra di non gradire più il pasto di latte del pomeriggio: anche in questo caso è inutile forzarlo, il latte può essere sostituito con uno yogurt, con formaggio fresco, con budini o con il gelato. È sbagliato credere di poter sostituire il pasto di latte, nutriente, con della frutta, poco nutriente.

Bisogna salare il brodo di verdura e la minestrina?

La mamma pensa ovviamente come un adulto che è abituato a mangiare salato, e quindi ritiene giusto salare la pappa. In realtà è un errore. È meglio non abituare il bambino al gusto salato, o abituarlo il più tardi possibile.

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04/05/2010
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